I quaderni di Poiein
I primi 5 già nel 2010

Poiein prova a lanciare un'idea, che è quella di creare una
collana di monografie e testi critici su autori di poesia contemporanea.
Non tratteremo gli autori più conosciuti: di costoro si occupano già
riviste, giornali, monografie, interviste, programmi radiofonici e
televisivi. Li troviamo nella giuria dei concorsi letterari più
famosi, nelle conferenze e tavole rotonde più prestigiose, sono chiamati
nelle scuole, nelle Università, pubblicano con le case editrici più
prestigiose e note. Spesso sono ottimi poeti, ottimi intellettuali.
A volte non meritano la considerazione di cui sono oggetto, ma il tempo
poi farà ragione di valutazioni errate: la contemporaneità non è il
miglior giudice di se stessa, in ogni ambito.
Noi invece abbiamo la pretesa di additare, di segnalare, di
interrogarci, di soffermarci. A nostro avviso molti ottimi poeti
sono poco conosciuti spesso perché nessuno si occupa della loro scrittura,
nessuno ne parla. Pubblicano con case editrici anche di buon
livello, oppure con la casa editrice che offre loro migliori condizioni,
ma sono imprese che non hanno la forza e il prestigio delle grandi case
editrici e anche quando pubblicano dei testi di buon livello l'occhio del
lettore spesso non li vede, perché l'occhio quasi sempre vola agli
scaffali del prestigio, del noto a tutti, del conclamato. La
pubblicità e il conformismo fanno una parte, la fretta e la preoccupazione
di "andare sul sicuro" fanno il resto.
Dunque il nostro impegno è quello di additare, di far
conoscere, di invitare il lettore a soffermarsi sulle qualità di una
scrittura e considerarla nei suoi aspetti anche meno evidenti. Non sempre
la poesia viene letta con la dovuta attenzione: siamo sempre di fretta,
oppure leggiamo quando già siamo stanchi, a sera, oppure quando altre
preoccupazioni ci distolgono dal testo e non ci permettono di creare quel
rapporto doveroso con la scrittura poetica. Non è colpa
nostra, non è colpa del poeta o delle case editrici: è la vita che si
siamo scelti.
Se qualcuno però ci addita qualcosa possiamo, per un
momento, tentare una lettura più profonda di ciò che ci viene indicato. La
pubblicazione di taglio critico, la monografia, invita a soffermarsi e
mostra ciò che si potrebbe vedere e che la fretta non ci consente di
vedere. Il mestiere del critico è questo, non quello di valutare:
quello casomai è il mestiere del lettore. Ecco, uno strumento per
valutare meglio, questa è l'intenzione che sottostà al progetto dei
"quaderni".
La collana dedicherà un quaderno ad ogni poeta, con
adeguata presentazione bio-bibliografica, una nota accurata sulla sua
poetica (ossia come intende lui/lei la poesia), un excursus sulle raccolte
precedenti alla ricerca di costanti stilistiche e tematiche e un testo o
due esemplificativi; infine una nota critica a un corpus di 25 / 30
testi inediti che l'autore pubblicherà per l'occasione.
Una raccolta dunque utilissima (l'82% degli intervistati in
un piccolo sondaggio a campione casuale, ci dice di considerare l'opera
"uno strumento utile"), che vuole essere solida e avere il pregio della
concretezza e della profondità di analisi. Uno strumento destinato
alla consultazione, non un semplice libro che si legge magari
distrattamente e poi lo si accantona su uno scaffale. Questo perché,
nel parlare dell'opera di un poeta, si parlerà di un aspetto della
poetica, ad orizzonte pieno e non tanto per sapere "che cos'è la poesia"
(domanda direi di impossibile risposta) ma "che cos'è poesia",
additando l'impoetico. Strumento, appunto, fatto per essere usato,
dal lettore più che da "addetti" alla lettura. E soprattutto sarà
utile a quel lettore che è anche scrittore, perché lo stimolerà a
ragionare sulla sua poesia, per un opportuno e necessario confronto con la
sua scrittura. Le monografie fatte per "sapere" qualcosa, non
interessano nessuno, sono inutili e annoiano a morte.
L'editore a cui vogliamo affidare la collocazione delle
opere sul mercato è
puntoacapo,
di Cristina Daglio, una di quelle piccole e dinamiche case editrici che
cerca la qualità e in due anni (li compirà a maggio) è riuscita a
costruire un catalogo già corposo e di tutto rispetto, con nomi di poeti
ed intellettuali seri, competenti, solidi. E' per queste
caratteristiche di dinamicità e di selettività che l'editore ci piace.
E poi anche per la figura dell'ottimo Mauro Ferrari, poeta e bravo
critico che da anni opera nel settore e quindi, oltre alla competenza e
alle doti intellettuali, possiede una sicura esperienza che lo rende
utilissimo ai nostri obiettivi. Così lo abbiamo voluto nel comitato
"scientifico" o "disciplinare" che garantisca la qualità della collana,
con Letizia Lanza, Viola Amarelli e infine il
sottoscritto che dirigerà la collana. Nessuna di queste persone è un
nome particolarmente noto nel panorama culturale italiano, ma ognuna di
esse ha, credo, un alto grado di affidabilità e competenza, che viene
aumentato dal lavoro di gruppo. Sarà insomma una collana con un
apporto molto significativo sul versante della critica ed interpretazione
dei testi.
Stiamo attentamente valutando le opere da pubblicare quest'anno
(cinque in tutto) e per ora siamo sicuri su tre nomi: