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L'altra faccia della luna
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L'altra faccia della luna
Fògola editore, Torino, 2004
nota di
G. Lucini
Scrivere un libro di cinquecento pagine per
imastire un racconto che si svolge nell’arco temporale di diciotto giorni
non è un’impresa leggera, anche se si tratta i un racconto giallo, un
genere che di per sé necessita di molte pagine perché non è possibile
spiegare un intrigo machiavellico in poche righe e non è possibile
permettere al lettore di seguire il filo logico, fin alle catarsi finale
che è la soluzione del caso, se non si rende conto degli indizi, delle
riflessioni, delle induzioni e delle deduzioni. Anna Antolisei è
probabilmente abituata a narrare, poiché proviene dal giornalismo – il
giornalista infatti ha come compito deontologico quello di narrare una
“verità” così come egli la percepisce, nel modo più obiettivo che gli è
possibile – ma la sua narrazione giornalistica non ha nulla a che fare con
le esigenze che impone un genere letterario come il giallo. Qui la
vicenda infatti, parte da un evento e risale alla sua genesi, ma dalla
genesi al fatto ci sta tutto il possibile, e si tratta peraltro di un
possibile che l’assassino vuole ovviamente te
Notevole anche la conoscenza che Anna
dimostra delle competenze alcune particolari figure istituzionali: il
procuratore, l’investigatore (pubblico e non privato: è lì il
difficile...), l’agente dei servizi segreti, descritti nello svolgimento
delle loro mansioni, in un preciso quadro di competenze che è normato da
leggi e regolamenti dello Stato (italiano). Possiamo arguire che questa
particolare conoscenza derivi alla nostra scrittrice dalla sua attività
giornalistica, fatto sta che, anche da questo punto di vista, non è da
poco la mole di informazioni che il lettore ne può ricavare, informazioni
che gli possono servire per orizzontarsi anche come cittadino
nell’approccio con il potere giudiziario - sperando ovviamente di non
avere mai bisogno di rivolgersi a giudici o poliziotti per far valere le
proprie ragioni.
Per gli appassionati del genere, ecco
pertanto un libro scritto con impegno e con passione, con notevoli risorse
di mestiere ma anche un linguaggio scorrevole e sicuro (mai sciatto, come
capita troppo spesso nei generi di lettura d’evasione), scritto da una
persona che dimostra di avere salde competenze e conoscenze del genere
letterario che ha trattato. E i nostri complimenti all’autrice.
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