Gianmario lucini

                      Tre eretiche

                               

 

 

  

 

 

Relazione introduttiva

 

Nessuna ingerenza: percorriamo la scia già tracciata da un sogno

un segno di Cristo pantocrato, - una leggenda, che importa...

- via maschia appena ingentilita dalla diplomazia levìta del potere

spirituale sulla terra – ; s’intende, non per assumere oneri secolari

ma per lanciare un sasso di tanto in tanto fra la marmaglia

osservare il parapiglia che ne segue e contare i cadaveri buoni

distinguendoli dai cadaveri cattivi: non oltre consente l’ispirata e scritta

deontologia a chiare lettere: il patto con Cesare, con Dio... non oltre

il fallico gioco della bella che alla finestra osserva l’ordalia degli amanti

che per lei si scanneranno fino alla fine dei secoli – che tanto

durerà il Reich del mio Signore che è anche il Signore degli illuminati

e di quelli non toccati dalla Grazia... -   Ma bisogna pur passare nella storia

giocare un ruolo attivo e superare le stolide incongruenze

di un ecumenismo che dévia dalla norma non scritta

di stringere patti soltanto con i preti di dèi ufficiali;

bisogna pur avere una visione chiara nella complessità che ci spaventa,

trovare verità comprensibili ai semplici e regole oneste, valide per tutti,

cattolici e laici,

con la crudeltà leggera di chi può a piacimento rimettere i peccati

e devianza e irregolarità

con rito di privato pentimento che gli consenta di peccare

privatamente e affidarsi alla divina misericordia amministrata

dalle nostre mani.

                             Per questo il sesso irregolare ci spaventa

questa privata libertà della natura che distoglie dallo spirito

invocando pubblica libertà e non ci allarma l’ingenua cupidigia

di chi rapina e ammazza dimenticando l’ora della morte,

la cenere incrociata sul capo, l’innocenza della lontana infanzia;

perciò benediciamo i soldati che vanno ad ammazzare o a morire ammazzati

benediciamo la prima pietra delle carceri e delle caserme, i covili

delle grandi finanziarie che dissanguano i poveri

e in politica prendiamo parte (ora che il muro di Berlino

e la vecchia balena sotto i colpi di arpione di un Achab risorto

dai fondali –senza nome e senza volto – sono periti)

con chi ci garantisce il potere spirituale sulla terra degli uomini,

disciplina e ordine, normalità asessuata e sentimenti positivi:

- la merda stia sotto il tappeto

il salotto risplenda di nìnnoli e reliquie di pensiero plotiniano

e navighi la vecchia barca come deve navigare

in tranquilla scia di luce e di mare,

in questo grande caos che rifiuta

il segno amaro della croce...

 

  

 

 

Il sangue dei poveri è troppo lontano dalla noia nostrana

e ogni giorno per noia versiamo sangue e commentiamo

poi con stanca amarezza il grande male sui giornali.

Nessuna bomba deflagra

nessun missile squassa i nostri sonni

eppure fantasmi popolano il buio della stanza

di notte, quando il silenzio del cielo si rispecchia nei pensieri

e le domande corrodono l’insonnia

- se quello che appare sia il vero e menzogna

il tremore del cuore, l’orrore insana illazione,

delirio e paranoia quelle immagini di vite accartocciate

dalle bombe al fosforo e all’uranio impoverito,

di taxi presi a mitragliate e di inermi seviziati

per guarire lo stress dei soldati democratici

o forse per guarire dalla noia, la stessa noia nostra,

che nella notte insonne ci fa languire...

 

“fa che non sia vero, fa che non sia vero” continuiamo a dire

senza mai profferie parola e neppure costruirne il senso

dal buio della stanza che gira nel voto

attorno al fuoco spento dei nostri templi abbandonati -

 

finché un dio provvisorio costruito dall’inconscio

ci comanda di dormire nostro malgrado,

di non pensare

perché domani sarà un giorno più felice

e avremo le risposte produttive che cerchiamo,

oro nel sole, pace

per ogni tremore.

 

 

Double face

 

Nell’era dei clown si traveste da clown anche il vero

cipiglio severo e grugno duro,

verbo profetico, etica esibita,

e un incrollabile - anch’esso esibito - credo cattolico,

di notte prostituto e di giorno sugli altari

bene in vista - quasi fosse lui

la santissima particola che il prete leva in alto -

e scalpita e grida, fa predicozzo agli amici e ai nemici,

si sgancia dal carro degli orrori modesti

di questa italietta incolta e crudele

sguscia in parole viscide e serpenti

grida, s’arrovella, si leva sopra tutti,

si pulisce il volto si ricicla con la foga populista

del rivoluzionario dall’alto – potere

fenice che rinasce dalle ceneri -

e riscrive il passato con un diverso lessico;

le mai compiute imprese, le alleanze scomode

rinnega - patetico

come un clown che sbaglia il suo numero -.

 

Vuol vivere in eterno nel sogno americano

fra mito e magia del popolino italiano.