|
Tre eretiche |
|
Relazione introduttiva
Nessuna ingerenza: percorriamo la scia già tracciata da un sogno un segno di Cristo pantocrato, - una leggenda, che importa... - via maschia appena ingentilita dalla diplomazia levìta del potere spirituale sulla terra – ; s’intende, non per assumere oneri secolari ma per lanciare un sasso di tanto in tanto fra la marmaglia osservare il parapiglia che ne segue e contare i cadaveri buoni distinguendoli dai cadaveri cattivi: non oltre consente l’ispirata e scritta deontologia a chiare lettere: il patto con Cesare, con Dio... non oltre il fallico gioco della bella che alla finestra osserva l’ordalia degli amanti che per lei si scanneranno fino alla fine dei secoli – che tanto durerà il Reich del mio Signore che è anche il Signore degli illuminati e di quelli non toccati dalla Grazia... - Ma bisogna pur passare nella storia giocare un ruolo attivo e superare le stolide incongruenze di un ecumenismo che dévia dalla norma non scritta di stringere patti soltanto con i preti di dèi ufficiali; bisogna pur avere una visione chiara nella complessità che ci spaventa, trovare verità comprensibili ai semplici e regole oneste, valide per tutti, cattolici e laici, con la crudeltà leggera di chi può a piacimento rimettere i peccati e devianza e irregolarità con rito di privato pentimento che gli consenta di peccare privatamente e affidarsi alla divina misericordia amministrata dalle nostre mani. Per questo il sesso irregolare ci spaventa questa privata libertà della natura che distoglie dallo spirito invocando pubblica libertà e non ci allarma l’ingenua cupidigia di chi rapina e ammazza dimenticando l’ora della morte, la cenere incrociata sul capo, l’innocenza della lontana infanzia; perciò benediciamo i soldati che vanno ad ammazzare o a morire ammazzati benediciamo la prima pietra delle carceri e delle caserme, i covili delle grandi finanziarie che dissanguano i poveri e in politica prendiamo parte (ora che il muro di Berlino e la vecchia balena sotto i colpi di arpione di un Achab risorto dai fondali –senza nome e senza volto – sono periti) con chi ci garantisce il potere spirituale sulla terra degli uomini, disciplina e ordine, normalità asessuata e sentimenti positivi: - la merda stia sotto il tappeto il salotto risplenda di nìnnoli e reliquie di pensiero plotiniano e navighi la vecchia barca come deve navigare in tranquilla scia di luce e di mare, in questo grande caos che rifiuta il segno amaro della croce...
Il sangue dei poveri è troppo lontano dalla noia nostrana e ogni giorno per noia versiamo sangue e commentiamo poi con stanca amarezza il grande male sui giornali. Nessuna bomba deflagra nessun missile squassa i nostri sonni eppure fantasmi popolano il buio della stanza di notte, quando il silenzio del cielo si rispecchia nei pensieri e le domande corrodono l’insonnia - se quello che appare sia il vero e menzogna il tremore del cuore, l’orrore insana illazione, delirio e paranoia quelle immagini di vite accartocciate dalle bombe al fosforo e all’uranio impoverito, di taxi presi a mitragliate e di inermi seviziati per guarire lo stress dei soldati democratici o forse per guarire dalla noia, la stessa noia nostra, che nella notte insonne ci fa languire...
“fa che non sia vero, fa che non sia vero” continuiamo a dire senza mai profferie parola e neppure costruirne il senso dal buio della stanza che gira nel voto attorno al fuoco spento dei nostri templi abbandonati -
finché un dio provvisorio costruito dall’inconscio ci comanda di dormire nostro malgrado, di non pensare perché domani sarà un giorno più felice e avremo le risposte produttive che cerchiamo, oro nel sole, pace per ogni tremore.
Double face
Nell’era dei clown si traveste da clown anche il vero cipiglio severo e grugno duro, verbo profetico, etica esibita, e un incrollabile - anch’esso esibito - credo cattolico, di notte prostituto e di giorno sugli altari bene in vista - quasi fosse lui la santissima particola che il prete leva in alto - e scalpita e grida, fa predicozzo agli amici e ai nemici, si sgancia dal carro degli orrori modesti di questa italietta incolta e crudele sguscia in parole viscide e serpenti grida, s’arrovella, si leva sopra tutti, si pulisce il volto si ricicla con la foga populista del rivoluzionario dall’alto – potere fenice che rinasce dalle ceneri - e riscrive il passato con un diverso lessico; le mai compiute imprese, le alleanze scomode rinnega - patetico come un clown che sbaglia il suo numero -.
Vuol vivere in eterno nel sogno americano fra mito e magia del popolino italiano.
|