Gianmario lucini

                      Per i morti di Falluja

                               

 

 

  

 

 

 

 

Per i morti di Falluja non verserò alcuna lacrima

perché così vuole la il collettivo intontimento

non crederò a nessuna condanna

non ascolterò le ragioni dei barbari, il gracchiare subumano

dei loro miti, delle propagande

 

me ne starò inespressivo a riguardare le fotofrafie

di maternità rinsecchite, "terroristi"  bambini prosciugati

avanti la loro stagione di terrore,

e lascerò che l'ira monti e prenda il sopravvento,

 

e chiuderò ogni porta

perché nessuno possa entrare

non il bene non il male e neppure la pietà

che oggi si unisce a un sentimento di vergogna

 

e morirò per sempre con i morti di Falluja

me ne andrò in giro senza labbra, con bianchissimi denti

che sorridono come la morte sorride,

sorriderò con ira e senza odio,

senza alcun sentimento, sorriderò come la jena

innocente che si ciba di carogne

 

- è lei la sorella del mio seme,

è lei la tetra abitatrice dell'occaso

che vive soltanto se la vita si spegne.