|
a G. M.
Tu sei una creatura che geme
di quell'aridità fasciata da un silenzio
che uccide.
Ho per te">
|
Francesco Baldassi
La vendetta di Dio |
|
a G. M.
Tu sei una creatura che geme
di quell'aridità fasciata da un silenzio
che uccide.
Ho per te, per questo tuo innalzarti
dal centro della esangue latitudine
del tuo piagato cuore, provato gelosia.
Non potrà mai essere consolato
questo scomposto grido dell'orrore:
esso ha varcato la soglia della maledizione
e languisce nel fondo ignoto
di questa estenuazione della vita
che si protrae nel vuoto
aperto dall'abominio umano.
A Dio si grida nella disperazione
che ha triturato il tratto estremo
dell'essere ragione di questa inesistenza
d'ogni riscontro vero che demarca
la distorsione di un segno senza senso
che traccia la storia della sciagura umana.
E tu hai concepito l'impetrazione estrema
Ma la vendetta di Dio sta solo sulla croce
intera, feroce, esatta ad esigere il prezzo
dell'abisso infinito, atroce, della colpa.
Ai piedi d'essa unica la speranza
attecchisce e deflagra nella feracità:
Iddio sogghigna soltanto di un amore
sospinto da un vento di follia
che non ha spazio nella mente umana.

|
|