Lucia Cicchino

                     Nota a "I sogni del mattino"

                        di A. Macchia

                               

 

 

 

 

 

 

 

 

Finalmente è in libreria l’ultimo lavoro di Annalisa Macchia : “ I sogni del mattino”">

           

               Lucia Cicchino

                     Nota a "I sogni del mattino"

                        di A. Macchia

                               

 

 

 

 

 

 

 

 

Finalmente è in libreria l’ultimo lavoro di Annalisa Macchia : “ I sogni del mattino”, E. ETS 2005, raccolta di  19 racconti. Gioisco di quest’opera: scorrendola, ho nutrito con succulenza mente e cuore.

 

L’autrice,   merita un primo apprezzamento  per la trasparenza, dote non scontata e per questo particolarmente convincente ed avvincente.

 

Altra caratteristica degli scritti, qualunque sia il genere scelto (dal fantastico, all’autobiografico,  al sociale, ) è l’ironia :  con questo espediente, che in lei non è tecnica letteraria,  ma atteggiamento di fronte alla vita, ( ne sono testimonianza i racconti autobiografici) Annalisa Macchia semina   speranza nei lettori, con delicatezza, leggerezza, eleganza,  smorzando le situazioni più sofferte.… Esempio eloquente è il finale  di  “Come una volta”.

 

Ma di finali a sorpresa, Annalisa è  creatrice- simbolo. Spessissimo va oltre le attese comuni,  lasciandoci di  stucco: la sua intelligenza divergente, si sguinzaglia senza sosta.

E il lettore si trova trascinato nel vissuto del racconto, catturato dalla   descrizione di  ambienti, paesaggi e persone, fotografati con   lirico realismo.

 

Mi sono sembrati inoltre degni di nota certi passaggi incalzanti, come in “DOPPIO BINARIO”:

“Antonia, temendo uno scippo, sciolse il nodo che le teneva allacciato il golf sui fianchi, ne prese una manica, la infilò dentro la lunga tracolla della borsa e riallacciò il tutto in vita, ammirando poi soddisfatta la sua geniale idea antifurto”:  naturale,  è venuto l’accostamento all’elaborazione di certe figure manzoniane , ad esempio     Don Abbondio alle prese con i bravi.

 

Annalisa Macchia ha introdotto il libro con una sua poesia , in cui si confessa : forse basterebbe fermarsi   su di essa, per  conoscere la fonte  e il mare delle sue meravigliose pagine.

 

“Ritaglio

nel tempo senza tempo

amati profili di luce.

Li sovrappongo

al pianto

che mi scopro dentro

e tutto

si bagna

di sole.”