Lucrezia Lerro

            Cinque poesie

                    

                                                            

 

 

 

OPTICAL


1.
Non riesco a non pensare
Al tuo profilo orientale
Alla tua gioia per me, ma divisa
in versi cittadini.
Il tuo respiro è fermo nel bosco.
Vieni nel mio segreto
E ti coprirò di parole bianche.

2.
Nella stanza di pelle e polvere
resto sola con l’eco della tua voce.
Il nostro tempo è una bolla d’oro…
Cerco un rifugio, una terra solida.
Questa stanza è poco
Come l’inverno senza di te.

3.
Frugo tra le lenzuola,
apro l’armadio.
C’è la tua cravatta dorata
E sei ancora con me.
Questa stanza è tornata d’oro.

4.
Una notte di pioggia sei arrivato
Con un cesto di foglie e petali di rosa.
Hai coperto il mio corpo
E abbiamo giocato e dormito.

5.
Quest’ora d’inverno per noi è d’oro.
Ti ho guardato per millesimi
E ore, e ti ho desiderato.
Ora rivedo le stesse cose e sento
le tue mani che mi corrono sul cuore.

6.
È un posto lontano da qui,
la casa del nostro dare
la forma pura della nuvola.

7.
Alla finestra di casa mia
Si ferma il tuo nome.
Entra il tuo sorriso
E si ferma sulla mia bocca.
Poi sfiorandomi scompare.

8.
Nelle mie carte mi nascondo
Chiudo gli occhi e resto sola.
Un’ombra mi sfiora la schiena e d’oro
Improvvisamente ritorni
fino alle lacrime.

(Da Nuovissima poesia italiana, Mondadori)

 

 

 

INNAMORATA DI TE, POESIA


Innamorata di te, poesia.
Tra le tenebre andresti,
tra lacrime di fiori
troveresti riparo.
Un volo di farfalla
S’innamora di te.

(Da Pulcinoelefante edizioni)

 

 

 

UNA STANZA DI PAROLE


La casa abitata dal fanciullo disabitato,
chi abita la casa?
Allora, l’allora nel nulla
abita la casa del fanciullo.
Chi c’è nella casa? La regina del dolore
Con la corona azzurra,
ora in abiti bianchi
nel nulla della casa abita e guarda qui.

II
Svegliavi il vento bussando.
Repentino correvi
Nella fonte dei pensieri,
gli occhi tuoi riflettono malinconie.
Adagio addormenti malinconico
Quei brividi di fanciullezza.

(Guida editore)

 

 

 

LE PALME DELLA STAZIONE


1.
Restiamo tra la luce e le foglie
Sotto il gazebo nei giardini dei palmizi
Aspettando la tua fuga.

Sul tronco di una palma cerco un buco
Per prepararmi un rifugio.

Poi non c’è più il mondo
Tra le mezzelune turchesi
E il sole, il sole…

2.
Resto sola con l’eco della tua voce
…anch’io ero così, non aver paura.
E le palme si trasformano,
scosse alla radice.

Nella nostra stanza
conservo gli spilli
per appuntare il cuore
senza paura.
Domani tornerà tra le palme,
senza paura.

3.
So di una che per amore,
finita in versi tra parole disunite…

divido il tuo bene,
l’ossigeno e il miele
dai miei tormenti.

(poesie apparse sulla rivista, Nuovi Argomenti)

 

 

 

LA METROPOLI FELICE


1.
Certo sarebbe più semplice
e si avrebbe tutto in un momento
levandosi di mezzo, magari
sparandosi un colpo in bocca,
o uno al cuore,
ma come potresti perdonarmi
di averti lasciato senza rimpianti…

2.
Hai detto che la felicità è non pensare,
che la nostra è stata New York
in quel giro di grattacieli
tra i piccioni di Saint Mark
mentre cercavamo la direzione
per salire in cima all’osservatorio dell’Empire.

3.
Amarsi è questo perdersi,
e contare i quaranta cinquanta piani
del Building Rockfeller, e poi tu
che ad ogni passo
mi dici di guardare in alto
per scoprire un’altra direzione,
un incrocio di linee e di piani,
tracciare con le dita la cuspide più alta,
toccare appena baciandoti
la cima della nostra metropoli felice.

 

(Circolo culturale, riviera delle palme. Festival Internazionale della poesia)