La processione dei "Vattienti"

                                          di Gianmario Lucini


 

 

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Fra le cerimonie del Venerdė Santo spicca il rito dei "Vattienti", ossia "coloro che si battono", che ogni anno si ripete in alcuni paesini della Calabria.  Il pių conosciuto č quello di Nocera Terinese, un paesino non lontano da Vibo Valentia, facilmente raggiungibile dall'autostrada Salerno-Reggio Calabria.  Il documentario che presentiamo vuole riassumere gli aspetti pių validi della tradizionale processione: in primo luogo il lamento delle donne, quel canto lugubre che si sente in sottofondo.   Ecco il testo di un canto, riportato dal sito web del Comune di Nocera:

Ciancia, ciancia Maria, povera donna
Cā lu tue fėgliu č jutu ara cunnanna!
Nu r'aspettare cchių; 'n casa nun torna,
Ch' č cunnannatu de Pilatu e d'Anna.
Si parte scunzulata la Madonna,
Mu trove lu sue fėgliu a 'ncuna banna.
E' juta e l'ha truvatu ara culonna,
Li vrazza 'cruce e rč manu ara canna.
A ri spaddri c'avie 'na granne fossa;
Lu sangu currerā, carne si lassa!
Mo statti, mamma mia, fėnu a chi mueru
E dopu muertu lassami e vatinne.
Cum'aju 'e fare iu, fėgliu de uaru,
Lassare muertu a tia e minne jire?
O tutte donne ccu su niuru pannu,
Tutt'appriessu de mia venitivinne,
C'avie nu fėgliu de trentatri anni,
Curuna d'uaru de la capu mia.
Mo mi lu viju a sa cruce d'affannu,
O durce figliu de l'anima mia.

 

Poi la processione della Madonna dell'Addolorata, che parte dall'omonima chiesa e percorre qualche centinaio di metri fino alla chiesa di S. Giovanni Battista.  Lė la statua viene collocata sulla soglia della chiesa e viene celebrata la Messa.  Nel corso della celebrazione un frate invita la Madonna ad entrare -ed č questo il momento pių commovente della cerimonia, al quale non ho assistito data l'ora tarda e i 1200 Km che ancora mi separavano da casa.  Durante la processione i "vattienti" si esibiscono nel loro rito, che consiste nel battersi le parti posteriori delle gambe con un attrezzo fatto da un pezzo di sughero nel quale sono confitti dei vetri che affiorano di qualche millimetro.  Il rito č iniziato, pare, dalla dominazione spagnola ed esistono numerose ipotesi in merito - un'ampia documentazione č presente anche su numerosi siti Internet.

Come si potrā vedere anche dal documentario, ormai non c'č quasi nulla di religioso in questa manifestazione, almeno per buona parte della gente che vi assiste.  Il sacro si mescola all'interesse etrno-antropologico, al business, alla curiositā, a mille altri aspetti che poco hanno a che fare con il rito religioso.  Insomma, come anche si vede nel documentario, vi abbiamo trovato un rito autentico mescolato a una nota di non-veritā, un sapore di massificazione, una specie di snaturamento che grava su questo rito e rischia di trasformarlo in fenomeno da baraccone.

Abbiamo inoltre cercato di inserire alcune fotografie delle chiese principali di Nocera (davvero suggestiva la pių antica, un po' decentrata nella parte alta), i suggestivi ruderi di un vecchio monastero e alcuni paesaggi della bella localitā calabrese.  Peraltro, Nocera č collocata nel territorio dove un tempo probabilmente si trovava la colonia della Magna Grecia chiamata Terina, della quale si sono perse le tracce.