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CCCXLIII
un universo d’attraversare in tutto il suo luridume come niente fosse un mondo stralunatamente difficile da capire e praticare è necessaria una poesia tranquilla perfino l’elogio alla noia dovrà essere scritto in maniera allegra inseguivamo lo spettro che ci sfuggiva tremando dalla paura la nostra identità dovrebbe essere irreperibile non siamo più di competenza della repressione camera a nebbia dove scorgi solo piccolissimi segnali luminosi la rinascita in una classe che lavora sotto terra neppure se tutta l’acqua che mi ha bagnato e ho bevuto diventasse acqua santa sarei diventato un cappellano della repressione entra nella tua camera e serra l’uscio e nel segreto prega il padre tuo che è nel segreto prega l’inconoscibile per una salvezza qualsiasi
(Luigi Di Ruscio)
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