Raffaele Piazza
Febbraio 2010

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Febbraio del raccolto di fredda
gioia nell’annudato paesaggio
di un Mediterraneo campito sulle
scene dell’anima, entra in scena
e ombre di frequenze elementari
di vento frammenti di soffio
di brina e altrove neve sul paesaggio
nell’azzurrina montuosità del luogo
tra abeti e pini di verdi da dire
in venti modi e Alessia a consumare
penne e quaderni e cosmetici per
essere ancora più bella tra le cose
dello specchio immagine è
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ad inverarsi i segni e i sogni
la dedica sul libro sul sagrato
in un raggio variabile di stella
fino alle farmacie o le panetterie,
fino alle cose del viaggio per marzo
in Francia, tu ed io Alessia in
forma
di luna, Alessia delle cose della vita
e
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si spezza in due il tempo paria a tegola
si azzera il dolore nelle membra
protese a nuove cose, ad amarti, Alessia,
nella stanza dei sogni calcinata
parete intrise di piacere rosapesca
nelle cose, nuovo febbraio di prosecuzione e
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il velario del tempio duale si squarcia
in un freddo perenne del marmo
da toccare e vengono gli angeli
ad invitarci all’albergo in armonia di voci
e poi il fienile è l’altro
luogo dove farlo ricoperti di brina e
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il cavallo candido sposta della mattina
l’aria fino ai chiari giorni
a coincidere il senso della vita
con la fragola oltre i cammini
della brezza su di noi nell’interanimarsi
nella città della vita a salire fino
al tempo altro, al tempio delle rose
rosse a tendere le mani verso
una sorgente in un lampo di preghiera
per noi.