Raffaele Piazza
Febbraio con Alessia

Febbraio bianco nei fulmini
del freddo dell’aria a donare
freddo alle fibre duali di Alessia
e mie per cercare il senso
in quell’interanimarsi
delle voci nella chiostra
che dà stelle nella notte
dell’Osservatorio Astronomico
a toccare
con mano di luna falce
a prendersi le vite e a ricrearle
in quell’ricerca di capacità
di amare sentendo Wagner
o sceglierle un dono
un vestito il decimo rosapesca,
comprato nella boutique del Vomero
fino alle maree a salire luna, luna,
oltre i mari della tranquillità
di notte di pace occidentale
quando le luci del porto
per fare entrare le navi
a ovest della vita di sempre
in quella chiostra di amici e
conoscenti di cui fidarsi
Alessia li ha negli occhi
guardati i loro occhi
e viene Febbraio del nevaio a tergere
il tempo in mutevoli attimi in
quella polvere a dare alle pareti
frontali della vita un’aurea
di vissuto dove eravamo già stati
e in men che non si dica
spicca in volo una rondine oltre
le trasmigrazioni
di angeli in volo sul volto e
quelle ombre a detergerne le tinte
oltre i confini delle cose
in quel fremito duale
è il 1984, il luogo la Villa Comunale,
l’ora le 20, mano nella mano
il bacio di Alessia alle 20.05