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Francesco Aprile
Velvet Underground

sigaretta in mano,
poggiato sulle difficoltà del capire sé stesso.
fine concerto.
riverso, rivoltato dopo l'esibizione.
lei - mi ricordate i velvet underground.
lui - tutti hanno un debito verso i velvet underground.
e allora, lei, volle soltanto ridere,
che a parlare non ce la faceva più.
e allora, lei, volle soltanto cantare,
che a ridere non ce la faceva più.
lui, volle solo ascoltare,
che vincere, era un po' come morire
e parlare, implicava un'azione
che non poteva finire.
ma l'eterno gli avrebbe assicurato
lo strazio del ripetersi.
come un pezzo in un loop continuo.
ma c'erano ancora i velvet underground.
come la presenza di un sasso sulla nostra strada.
allora, lui, volle solo suonare la sua chitarra,
che di angosciarsi a vivere non ne poteva più.
ma, era finita la sigaretta.
si era concluso il concerto.
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