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Luca Fasolato

L'abitudine dei giorni

 Editrice Joker, 2009

 

 

 

 

Nella collana delle opere prime, i Girasoli, della Joker, appare questo titolo un quaderno di 54 pagine che raccoglie alcune poesie scritte dal 2000 al 2005 da Luca Fasolato.  L’autore ha 33 anni e vive a Padova. 

Come quasi tutte le opere prime dei giovani poeti, anche questa si caratterizza come raccolta di momenti lirici diversi che caratterizzano ogni composizione, non legati da una specifica tematica ma affidati a una sostanziale aderenza a ogni particolare momento spirituale rievocato in ogni singola lirica.  Insomma, siamo in ambito esplorativo delle proprie capacità espressive e peraltro la lunghezza del lasso temporale che vede nascere la raccolta, (si suppone infatti che l poeta non abbia iniziato a scrivere a 32 anni...) giustifica appieno questo carattere delle liriche, che si manifesta anche nello stile e nella versificazione (il verso è sostanzialmente coincidente con un nucleo espressivo e raramente si manifesta una frase poetica complessa e distribuita su più versi).  Peraltro, l’accenno all’uso di cesure qua e là in alcune liriche (immagino quelle più recenti) indica una riflessione sullo stile, un provare altre soluzioni, un cercare di dare maggior risalto a talune unità di senso o una ricerca di altre soluzioni espressive.

Le tematiche che il Fasolato tratta aderiscono alla quotidianità e al vissuto personale, senza mai addentrarsi in problematiche speculative o di carattere sociale.  Vi è come tema in back ground appunto questo senso di abitudinario, di mancanza di prospettive in grado di nutrire in modo adeguato la fame di stimoli e di senso.  La sua ricerca punta a trovare significati nel quotidiano, nell’ordinario dell’esistenza, persino nel banale che tale appare soltanto perché è lo sguardo stesso ad essere banale, ad aver perduto cioé quella curiosità e quella inclinazione empatica verso il mondo che è tipica della poesia.

Anche in questo caso si tratta di un’opera prima e, com’è nostro costume, non vogliamo andare più oltre la segnalazione e il rilevamento di alcune linee di lettura.  La poetica di Fasolato appare peraltro sfuggente e di difficile inquadramento, tale da sconsigliare delle ipotesi e delle congetture su possibili linee evolutive o anche su possibili influssi di altre poetiche.  Perciò ci fermiamo, lasciando aperto questo punto.

 

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Limo atmosferico

 

Ci sono uomini strani lungo gli argini

si chiamano, attendono l'urlo in risposta

e da automobili ti osservano.

Sbucano, risalgono presto scompaiono.

È la pioggia a stanarli

a porgermi le sagome che male scorgo

tra la miopia velata e rivi di fango.

Ci sono uomini riuniti in convegni

sotto salici penduli e quelli selvatici

accostano ai tronchi vecchi motorini

e accovacciati sulla golena

mimano arcaici preparativi di comunione

rituali al passare dei temporali.

Due vecchie signore passeggiano

il pesante erboso sentiero

ombrelli accostati come scudi

non una goccia le segna

                                in confidenza.

Gli addetti ai lavori controllano la diga.

Ed è una bocca di cui solo loro

possono godere

aprirsi chiudersi sommergere

fluire, defluire, esondare...

  

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