Mariacristina Bartolomei
Memoria - Padre Camillo De Piaz

Camillo de Piaz, finissimo intellettuale valtellinese,
amico e consigliere di David Maria Turoldo, si è spento in Tirano (So) il
31 gennaio scorso. Mariacristina Bartolomei, scrittrice amica di
Camillo e David, così lo ricorda. Noi lo ricordiamo presente alla
premiazione del Premio Turoldo di due anni or sono (l'anno scorso era
indisposto), per quelle lucide parole di critica che con una straordinaria
limpidezza e profondità di argomentazioni commentavano le poesie lette per
l'occasione.
Con simpatia, padre Camillo, sarai sempre una presenza
importante per Poiein e per il premio Turoldo, così come lo è quella di
Abramo Levi, amico di ambedue (David e Camillo), amico di penna di fede e
di sentimento, anch'egli mancato due anni e mezzo or sono [G. Lucini]
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All’alba del 31 gennaio 2010, vicino alla soglia del compimento del suo
novantaduesimo compleanno, padre Camillo De Piaz dei Servi di Maria ha
oltrepassato l’ultima e la più importante delle frontiere che hanno
contrassegnato il suo impegno di vita di uomo, di cristiano, di frate, di
intellettuale. Nato a Tirano il 24 febbraio 1918, la prima frontiera che
gli si offrì da trasformare in incontro fu quella con i Grigioni, coi
quali ebbe un intenso scambio sul piano sia culturale sia ecumenico, nella
collaborazione coi Pastori riformati. L’essere frontaliero divenne il suo
marchio spirituale (come sottolinea il bel volume curato da G. Gozzini,
Sulla frontiera. Camillo De Piaz, la Resistenza, il Concilio e oltre
Scheiwiller 2006, in collaborazione con padre Camillo e con l’amico Bruno
Ciapponi Landi).
Entrato nell’Ordine nel 1934, nel 1941 era stato ordinato presbitero e
inviato al convento di S. Carlo a Milano, anche per lo studio presso la
facoltà di Lettere dell’Università Cattolica. Da studente e da frate,
condivise allora con il grande amico di tutta la vita, il confratello
padre David M. Turoldo, la partecipazione alla Resistenza, fondando anche
la rivista inizialmente clandestina «L’Uomo». Insieme svolsero, anche
fondando il centro Corsia dei Servi, un ruolo di grande importanza nella
cultura milanese democratica del dopoguerra (dal 1974 al 1986 fu membro
del direttivo della laicissima Casa della Cultura di Milano, centro
culturale della sinistra). Dal punto di vista ecclesiale, il Concilio,
anticipato, amato e poi strenuamente difeso, fu la cifra in cui si coagulò
la sua ispirazione autenticamente evangelica, la centralità della Parola
di Dio, il fraterno impegno nella storia per la giustizia, la pace, la
liberazione, che lo portarono, a partire dagli anni Ottanta, anche a farsi
copromotore di importati iniziative nei confronti del carcere, in
particolare dei detenuti per terrorismo. Fece parte del gruppo fondatore
della rivista «Servitium» e fu partecipe dell’impresa della rivista
«Bozze», fondata da Raniero La Valle con altri amici nel 1978 e uscita
fino al 1994. Uomo di raffinata cultura e di finissima ed esigente parola,
molto parco nello scrivere (ma ora sono pubblicati dall’Editrice Servitium
i suoi Commenti alle Letture bibliche della Liturgia), fu responsabile e
partecipe di numerosissime iniziative culturali, in Italia e all’estero
(presiedé per esempio il Centre internacional Escarré per a les
minories ètniques i nacionals fondato presso l'Abbazia di Monserrat e
intitolato all'abate – antifranchista ed esiliato – Aurelio Escarré, di
cui fu amico). Fra i suoi interlocutori si trovano i nomi grandi della
letteratura, della cultura, dell’impegno nella società e nella Chiesa. In
quest’ultima – pour e par l’Eglise – soffrì con serenità, fedeltà,
ma a schiena dritta. Dalla metà degli anni Cinquanta gli scomodi Turoldo e
De Piaz vennero allontanati da Milano. Padre Camillo fu destinato a Tirano
– ultimamente, come unico frate – continuando da lì e pendolando con
Milano a seguire molteplici iniziative. Nel 1975 la Curia diocesana vietò
ai Servi di Maria, costretti a lasciare la cura del Santuario di Tirano,
l’esercizio del ministero in diocesi. Le piene facoltà dell’esercizio del
ministero vennero restituite a padre Camillo solo nel 1998.
Il due febbraio, memoria liturgica della Presentazione di Gesù al Tempio,
di fronte al quale Simeone sciolse il suo cantico «Ora fa’ che il tuo
servo, Signore, chiuda in pace il lungo suo giorno» (versione di David M.
Turoldo), con la celebrazione – tra una folla di amici – a Tirano, dove
ora riposa, delle esequie, la lunga, operosa, coraggiosa, luminosa
giornata di padre Camillo si è aperta oltre frontiera al giorno senza
tramonto di Dio. Chi resta, piange la sua assenza, ringrazia per il dono
che Padre Camillo è stato, confida in una sua diversa vicinanza, spera di
rivederlo, e chiede al Padre che dia forza ad altre voci che ne raccolgano
l’eredità.