Raffaele Piazza
Roberto Maggiani, Angeli in volo
Edizioni L'arca Felice, Salerno, 2010

Il testo che prendiamo in considerazione in questa
sede è una plaquette pubblicata nella collana Coincidenze delle Edizioni
L’Arca Felice, a cura di Mario Fresa. La raccolta è comprensiva di dieci
poesie di Roberto Maggiani scritte su fotografie di Paolo Maggiani. I
rapporti multidisciplinari tra le arti sono sempre molto interessanti e
possono, attualmente, in un mondo occidentale, sempre più invaso e segnato
dal propagarsi dei mass-media, per il fenomeno della globalizzazione,
segnare una svolta nell’estetica, nella produzione e fruizione artistica,
perché diverse forme d’arte, affiancandosi e fondendosi l’una con l’altra
possono potenziarsi a vicenda, fondendosi tra loro, come in questo caso,
poesia e fotografia. Come è scritto nelle note alla plaquette, il poeta
Roberto Maggiani, autore delle poesie comprese in questa raccolta, è nato
a Carrara nel 1968. E’ laureato in fisica e si occupa di divulgazione
scientifica, vive e lavora a Roma. E’ autore di quattro raccolte di
poesie: Sì dopo s’, 1998, Forme e informe, 2000, L’indicibile, 2006,
e Cielo indiviso, 2008; Paolo Maggiani, autore delle
fotografie, incluse nel testo è fotografo carrarese stimato e apprezzato
per la sua fotografia attenta ai particolari che spesso sfuggono
all’occhio, attraverso personali inquadrature e prospettive che risaltano
le forme, i colori e i loro contrasti e/o armonie. Sono due le fotografie
di Paolo Maggiani, che l’autore presenta in quest’opera, una in bianco e
nero e una a colori: quella a colori è inclusa nel testo autonomamente su
elegante cartoncino ed è numerata (199 copie). Difficile stabilire la
natura delle immagini delle due fotografie, immagini, che, pur essendo una
a colori e una in bianco nero hanno, in modo incontrovertibile, qualcosa
in comune. In entrambe possiamo osservare fasci di luce, come esplosioni
di tinte luminose, a comporre disegni e arabeschi. Nella foto in bianco e
nero, senza difficoltà possiamo scorgere in primo piano una stella che
pare navigare, come sospesa in un cielo sul quale si staglia, uno sfondo
scuro; inoltre altre linee e fonti di luminosità costellano l’immagine,
dando un risultato surreale; trapela da questa fotografia, intitolata
L’entrata e scattata nel 2007, un senso di perturbante mistero. Dalla
foto a colori emergono tinte scure in basso sulle quali si staglia un
disegno dorato, che potrebbe essere quello di uno strumento musicale;
spostando lo sguardo verso l’alto notiamo strisce arancio e gialle e poi
un azzurro striato da macchie bianche parallele simili a fasci di nuvole.
Anche nella fotografia a colori notiamo una certa quota di surrealismo,
che si sprigiona in un accentuato e vivace cromatismo in tutte le
sfumature dell’opera, che ha un aspetto geometrico. Alla suddetta
descrizione di cieli e stelle, felicemente s’intona il titolo della
plaquette, Angeli in volo, perché proprio le foto potrebbero essere
campiture per voli di angeli e anche il titolo della fotografia
L’entrata, bene si armonizza con il titolo della poesia d’apertura
della raccolta angeli all’inizio del mondo, perché potremmo
immaginare “l’entrata”, come una causa prima della creazione, un movimento
essenziale nella costituzione dell’universo, che sia opera di un Creatore
o semplicemente frutto di quello che astronomi o i fisici chiamano Big Ben
:-“per sorte o per arte/ il mondo iniziò/ come un pensiero vorticante/
attraverso le pareti del nulla/// fu creato ex nihilo// angeli impetuosi/
spendendo l loro tempo/ a comporre i colori/ delle cose/ che sarebbero
diventate universo/ da lì a poco// all’inizio fu un gioco senza dio/ (che
venne dopo a porre l’anima// e lasciò angeli custodi// invisibili arie
venticelli brezze/ onde)”/; è una poesia, sia pur composita,
caratterizzata da grande chiarezza, quella di Roberto Maggiani, vagamente
verticale e presenta una notevole eleganza formale; il ritmo è sostenuto e
incalzante, anche per la diversità della lunghezza dei singoli versi. Il
risultato è quello della compattezza espressiva a livello del singolo
componimento e anche a livello dei vari componimenti come insieme, per cui
il testo può avere un’unità poematica ed essere definito poemetto,
tutto giocato sul tema della Creazione e sul benefico volo degli angeli.
Bella anche la seconda sequenza intitolata L’entrata, che è divisa
in due parti e che, ovviamente, pare essere ispirata tout-court
dall’omonima fotografia in bianco e nero:-“1 /una mano scostò il velo/
e la specie umana uscì/ dal luogo sacro// anche gli dei entrarono nel
mondo/ su invito degli uomini/ in sordina/ dietro agli angeli luminosi/
(in fondo ce n’era bisogno/ per intendere la natura/ prima della scienza)
2 le stelle si diedero la materia/ del corpo/ invece gli angeli
rimasero invisibili/ senza anatomia// ma non è così raro vederli muovere/
tra le geometri del mondo/ (linea piano sella o sfera)/// sono loro a
portare/ annunci e gravidanze/ fin dalla cacciata/ quando divenne fuoco//
l’entrata dalla quale continuano/ a giungere innumerevoli anime// bambini
senza nome/ a cui gli angeli si affiancano/ dal grembo delle madri//”
Anche se Dio viene detto con la minuscola, e vengono nominati gli dei. Un
forte senso di religiosità pare trasparire da questi versi intrisi di
misticismo ma anche di carnalità quando bambini senza nome/ a cui gli
angeli si affiancano/ dal grembo delle madri. Nella poesia
L’entrata riscontriamo di nuovo il tema creazionistico, come momento
in cui si sparge nel cosmo o universo la vita e potrebbe venire in mente
un’opera artistica, in campo musicale, La Creazione di Haydn .
Un’opera compiuta ad alto livello, nello specifico delle due forme
espressive, Angeli in volo, efficace ed originale, soprattutto per
la materia trattata.