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ANNOTAZIONE |
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La gamba stirata del rospo su strada bagnata, la gomma insensata che anima asfalti. E’ meglio far tardi che attendere puntuali coppie di fanali puntati nel vuoto nel suolo… un volo ci ha condannati a guardare dall’alto cose troppo poco vistose. Se fossimo adesso più rasoterra non oseresti riandare alle foci del vento che t’impediva d’alzarti, di agitarti, di correre intento a non perdere un soffice filo di senso.
Si va per frammenti in cerca di mondi da strutturare. E il dato immagazzinato puzza ancora di un rancido postmoderno che neanche un governo eticoeterno potrà cancellare.
Una storia per palati scorticati andremo a raccontare. Col sospetto dell’inutile affanno ci recheremo ogni giorno a ripetere di non essere fatti per una vita di ripetizione.
Guardando la televisione avvertire un dolorino al fianco, non quello di ivanilic, soltanto il risultato di una posa scellerata sul divano. Sentirsi ogni giorno al sicuro in una società minacciata come ignorare un siluro che incalza all’altezza del… Muri muri e muri, impediranno l’accesso, cerebrocementificati nel presente a lamentarci del pensiero assente.
Se poi ti aspetti una chiusa sferzante, annoto allarmato lo stiamo perdendo, lo stiamo perdendo…
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