Fabio Ciofi

                      Componentistica

 

                               

 

 

 

 

Mi sono lanciato al mio inseguimento

non potendo anticipare la mia apprezzata

abilità di fuga.

In fondo siamo prevedibili e certi

come il nostro inizio e la nostra fine.

Più aggiungerei una zona grigia di palliativi

anchedetti interessi vitali:

insomma, girovaghiamo pieni d’intenti

per minimizzare il gigante presente…

il niente il vuoto di cui siamo fatti è questa

la realtà di cui dovremmo prendere nota,

ossequiare nei nostri appunti…

ma è ovunque e di tutti l’istinto briccone

e in buona sostanza cosa ci manca, cosa

che non possiamo desiderare?

 

L’insoddisfazione è il male minore, quando

intorno impazza l’anestetizzazione nessuno

che sputa sangue che agita striscioni nel vento

il malcontento è anch’esso folclore da dossier,

piccola nota a margine chi se ne frega…

“dottò”, dice il portiere del mio palazzo,

ce semo dimenticati la nostra primaria attività: magnà”

e ritengo abbia ragione da svendere, almeno lui

non specula sulla riflessione…

 

Penso, e quando penso che penso mi viene

la ritenzione idrica e penso, rivolto a quello

che penso, che corpo e mente farebbero meglio

a non urtarsi, considerarsi dovrebbero semplice

componentistica con caratteristiche specifiche e non

sovrapponibili…

ecco, se tutti stessero al proprio posto, dentro e fuori,

se l’ordine fosse il risultato di una educazione decostruzionista,

se la porta che apro fosse uno stargate…