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Componentistica
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Mi sono lanciato al mio inseguimento non potendo anticipare la mia apprezzata abilità di fuga. In fondo siamo prevedibili e certi come il nostro inizio e la nostra fine. Più aggiungerei una zona grigia di palliativi anchedetti interessi vitali: insomma, girovaghiamo pieni d’intenti per minimizzare il gigante presente… il niente il vuoto di cui siamo fatti è questa la realtà di cui dovremmo prendere nota, ossequiare nei nostri appunti… ma è ovunque e di tutti l’istinto briccone e in buona sostanza cosa ci manca, cosa che non possiamo desiderare?
L’insoddisfazione è il male minore, quando intorno impazza l’anestetizzazione nessuno che sputa sangue che agita striscioni nel vento il malcontento è anch’esso folclore da dossier, piccola nota a margine chi se ne frega… “dottò”, dice il portiere del mio palazzo, ce semo dimenticati la nostra primaria attività: magnà” e ritengo abbia ragione da svendere, almeno lui non specula sulla riflessione…
Penso, e quando penso che penso mi viene la ritenzione idrica e penso, rivolto a quello che penso, che corpo e mente farebbero meglio a non urtarsi, considerarsi dovrebbero semplice componentistica con caratteristiche specifiche e non sovrapponibili… ecco, se tutti stessero al proprio posto, dentro e fuori, se l’ordine fosse il risultato di una educazione decostruzionista, se la porta che apro fosse uno stargate…
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