Fabio Ciofi

                           Ipnagogia

 

 

 

 

 

Non so rinunciare alla terra che pesto.

E’ una questione di flusso, penso

deconcentrato dal passo di uno che segue

il mio andare paralento ora mi affianca

mi dico, si stacca, nessuno che stia al proprio

posto, uno scorrere inquieto il mio tempo

che ho perso il criterio di scandire il succedersi…

 

Sono più attento ora, a non connettere che a volte

ospiti indesiderati si fossero allocati prego accomodatevi

in anticamera, dove una finestra metafisica

m’impone il gusto della speculazione nel cercare

IL MITOOOOOO… cazzo mi viene sperimentale a me,

sommo estenuatore della forma tradizionale rivisitata,

revisionata ogni anni due, poesia senza targa, oserei dire.

 

Insomma, radicato al suolo nonostante i voli

perché le idee stentano a partorire, non potendosi

partorire da sole, senza il teoricamente producente

motore ecco, mi trovo in mezzo ma non c’è guado,

ho scavalcato l’ostacolo inesistente.

 

Dopo immagino sarà una coreografia di sensi,

indesiderate immagini accavallate

oltre il mero stampo di impronte lasciate

tanto per non convenire a mani vuote…

 

Lo sciacallo mi prefigura un mondo migliore.