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Verità
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... secca e precisa, dal poeta meno "lirico" di Poiein, con la carica ironica passionale di sempre.
… ed è difficile trovarsi una voce sicura, scegliersi il registro, protrarsi nell’incerto minuetto e inchini e inchini e inchini fino alla sorgente del terzo escluso, seppure confusi non esitare a militare ove cuoreragione conduce ma sempre pronti alla smorfia che rimette in gioco, il poco valore da dare al fare come imperativo se non categorico almeno imperativo…
mandarsi a dire in petto la vacuità di un agire metacoscienziosi per mietere l’attimo apparentemente incolto da cui intrappolare mondi infine non fini a se stessi, giudicarsi col metro di un inedito sistema decimale per attivare l’etica del tempomorto invisa ai tutori del compartimento stagno.
Rammentarsi di ciò che è stato, senza concedere il passo all’inevitabile, al nonpotevanonesseretale. Finire male, se necessario, il compito, stracciarsi la veste inziatica per eccesso di rito, il mito mischiarlo al duro precetto quindi passare ad esaminare il cruccio che ci assale quando il dubbio ci mastica in bocca e non placa la sete…
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