Marina Giovannelli

Una condizione ablativa

Joker edizioni, maggio 2003

 

 

 

 

 

Nota di G. Lucini

 

Preciso nel suo alludere e caparbiamente cupo questo quaderno di poesie di Marina Giovannelli che abbiamo ricevuto dalle Edizioni Joker.  Sandro Montalto, che ne fa la prefazione, argomenta le ragioni di questo disincanto della poetessa friulana, le riallaccia sapientemente a una vena femminile o femminista, ne mette in risalto le valenze culturali più innovative rispetto alla cultura maschile, soprattutto nell'importanza che riveste il corpo, anche nella sua "propriocezione" nella sua innocenza cinestesica.

A noi è parso anche un libro, questo, profondamente dolorante, vocativo, segnato da un senso "sociale" del pianto, come trova anche il Montalto.  E ci è parso anche un libro molto acuto nel suo alludere, problematico nei suoi temi, alieno da artifizi e costruzioni o, anzi, spietato verso ogni mistificazione.  Il senso del dolore (femminile o del femminile del dolore) emerge da queste pagine con una sorgività immediata e, ci verrebbe da dire, innocente. La capacità del linguaggio sta nel saper far emergere, con pochi tratti e con versi brevi, come ansimanti, tutto un portato di contraddizioni (esistenziali, sociali) che si scaricano su un "IO" ipersensibile e iperteso, come una corda in procinto di spezzarsi.  E la lettura di questi versi ha l'effetto del segno che si incide, del ferro che riapre la ferita, non certo di catarsi e di compimento.  Forse è tipico della cultura friulana questo aspetto, più che della cultura femminile (da quel poco che conosco di questa cultura: Pasolini, Turoldo... e non ho detto poco): è come un sentimento di tragedia che è congenito a questa cultura e che anche la Giovannelli esprime nei suoi precisi e insieme emotivi versi. 

Consideriamo pertanto questo breve quaderno di poesie, sia per temi che per stile, una lettura che merita attenzione e che dà ulteriore lustro alla collana de "I Moderni" edita dalla Joker.

 

(per informazioni: www.edizionijoker.com )