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Elena Bassi – in AA.VV., Profili veneziani del ‘900, Supernova, Venezia, 2003
Donna non sol ma torna musa all’arte, Edizioni Il Foglio, Piombino, 2003
Nota di G. lucini
Due pubblicazioni di altrettante scrittrici che da tempo collaborano con questo sito. Unisce questi scritti una caratteristica di cui diremo oltre.
Letizia Lanza scrive una corposa
biografia di 30 pagine fitte fitte (non inganni il piccolo formato del
volume) su Elena Bassi, la studiosa veneziana (anche se
anagraficamente nata a Mantova, si trasferì ancora bambina a Venezia) di
storia dell’arte scomparsa nel 2000 a 90 anni. Gli studi di E Con la certosina precisione e con l’abbondanza di notizie che sono doti che a lei riconosciamo, Letizia Lanza ricostruisce la vicenda umana di questa grande e poco nota studiosa (il saggio è inserito in un volume dedicato alla biografia di quattro significativi intellettuali veneziani del ‘900), non soffermandosi certo a una cronaca biografica, ma cercando di capire la personalità di questa donna “ricchissima di sentimenti”, com’ella la definisce, direttamente da testimonianze di persone a lei vicine. Ne risulta un lavoro che va oltre la mera “biografia” e per certi versi comprende alcune caratteristiche della “storia di vita”, e che peraltro di addentra in considerazioni e confronti sulla situazione dell’intellettuale femminile nel ‘900 e in altre epoche storiche (in particolare il ‘500).
Francesca Santucci invece ci ha
omaggiato di questo volume di 120 pagine, che raccoglie le biografie di 27
scrittrici, dall’antichità sino ai giorni nostri, alcune note essenziali
sulla loro opera e la trascrizione di versi o brani in prosa. Vi
compaiono nomi famosi, come Saffo, Compiuta Donzella, Veroni
La cultura femminile e le sue protagoniste sono dunque il filo conduttore che unisce idealmente questi scritti in un certo senso così diversi. Francesca Santucci peraltro definisce i contorni di questa cultura “di interiorità in generale, di solitudine, di affetti familiari, di vita domestica, soprattutto d’amore, declinato in infinite sfumature e varietà”. Una tipologia femminile quindi legata al concreto, alla vita, alle cose che contano e portano a una vita migliore, o anche al dolore “di pancia” ed espresso con accenti non mediati da atteggiamenti o maschere. Letizia Lanza invece, descrivendo la Bassi, ci mostra una personalità ricca di sensibilità ma nello stesso tempo speculativa, logica, certosina, studiosa, critica, affabile ma riservata, che quasi mette soggezione. Due tipologie del mondo femminile che, per ovvie ragioni, consideriamo ancor più ricco, anche per il semplice fatto che ognuno può avere sull’argomento un parere positivo diverso da altri pareri positivi. Il senso dell’operazione delle due scrittrici, peraltro da anni impegnate in questo lavoro di valorizzazione della cultura femminile, o dell’anima femminile dell’umano, è dunque collegato al loro precedente lavoro di recupero, a questo senso del “rendere giustizia”. Con argomenti, a nostro avviso, tutt’altro che deboli. |