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Salmodia della solitudine
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(da: "Sette salmodie sull'impoetico")
Il mondo è ciò che accade L. Wittgenstein
Non appare nelle pieghe del palinsesto: dunque non esiste - leggerezza insostenibile d'una piuma la complessa trama delle cose - tutto si semplifica in formule suadenti, idoli domestici e noi sottovoce ne celebriamo i riti - oh certo senza entusiasmo senza fremere ma fedelmente come fosse l'ultimo chiodo al quale appenderci l'ultimo miracolo di quel sentire mitico della ragione -. O forse un vento biblico sta slabbrando la roccia del pianeta e interi continenti sprofondano in abissi di silenzio e di loro non rimane traccia neppure nell'inconscio e i loro mari i tramonti, i canti. Non possiamo più conoscerci in questa desolata solitudine e riflettiamo la nostra immagine in qualche specchio opaco; abbiamo perduto gli occhi, l'evidenza delle cose, l'epifania dei nostri pensieri felici, nelle caverne intorno ai fuochi dei sacrifici supplichiamo la ragione, volano i nostri sciamani sugli oceani, concordano nei voli, discordano, invocano dèi a testimoni, si negano e si manifestano come lune iperboree. Non posso più vivere, non posso più fremere al tocco dell'erba tiepida d'agosto, non posso immergermi nei colori di novembre nei suoni primi del mondo, nel giorno e nel suo fascino bambino: tutto s'ingravida di questa ambigua essenza e delle innumeri sgangherate voci che usurpano ogni spazio e dignità nel segno ragionevole ed effimero che sorbiamo come antidoto ad ogni sorso di veleno; deve esistere in una parola nascosta un grande Dio che balzi fuori a ridire il mondo vecchio in una lingua nuova un Dio-persona col quale a viso aperto discorrere e disquisire delle cose degli dèi e degli uomini e di questo grande buco nero nel creato che un dio da noi stessi proiettato ha aperto con voce di cannone e luce di traccianti, scavando nei sistemi neuronali di noi animali generati per dimenticare la sofferenza e non conoscere la gioia. Ci deve essere un Dio così forte da muoversi leggiero e inesistente come danza piuma nel vento e attiri con l'evidenza immotivata irragionevole del cuore ogni ambivalenza e ricompaia l'Africa intera, riemerga l'America Latina, il grande Est e l'Indocina e la perduta voce dei nostri buchi neri erosi dal mondo ragionevole dei fatti...
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