Gianmario lucini

Cattiva coscienza metapoesia

  

  

1

 

Ignorami, usa il tempo con saggezza

non ho da gestire che una vita piccola

un’intrapresa spicciola che m’assicura il pasto

e la consolazione bianca del televisore.

 

Vattene altrove

se davvero cerchi parole.

 

 

            2

 

Scrivere è una perdita di tempo:

tu esibisci il narciso insofferente

chi legge lo proietta nel suo mito

 

ma gli amanti s’addentano,

solchi scavano l’unghie,

dai volti accartocciati sprilla

sangue asperso nel vuoto.

 

Dà fiato all’antico mugugno

mutando l’esistere in cenere.

 

 

            3

 

Tre Eva ne colse dall’albero

due frutti gettò il terzo

donò ad Adamo che al primo morso

avvertì il fastidio d’esser libero

e inventò la parola.

 

Rabbrividì il giardino a questo canto sconosciuto

impenetrabile fonasco rocca d’aria

contro la quale invano

s’avventa l’impeto divino.

 

Il giovane pensiero impresse il segno

di là dal tempo e dallo spazio senza tempo

che si ricrea evento nell’evento.

 

 

            4

 

Dei quattro punti cardinali solo tre

ne posso vedere, forzando un poco l’occhio

ai due di destra e manca.  La storia

vera invecchia alle mie spalle - non dico

di zenit, nadir impenetrabile

nero impenetrabile azzurro

brivido segreto fra i capelli -.

 

Ho perduto ogni mappa in ogni viaggio

sono tornato e sono ancora assente

nomi ho cercato trovato vertigini

pietre che franano, rovina

e sempre l’odore del sangue;

 

per sempre in ombra il settimo punto

apparirà un istante e m’accecherà.

 

 

            5

 

Parole di parole, ammicco e seduzione

della danza infiocchettata rigando e rigando

notes, quaderni, monitor che a notte

rischiarano l’insonnia d’un chiarore magro;

veneri di plastica, conchiglie di cemento

quale tormento le opprime solipsismo

che abbaia alla luna i buoni sentimenti...

 

e non ti posso estirpare, mia nemica

“scrittura di scrittura e vanità”.

 

 

            6

 

Non è vero che sei pane della mente

non è vero che consoli

sei soltanto l’impostura che s’inganna

e recita l’inganno ad alta voce.

 

C’è qualcosa che mi sfugge, come sfugge

l’enigma, il paradosso della vita;

non posso perdere quest’unica partita

ma ignota ha ogni regola, ogni mossa;

 

né posso vincere o buttare all’aria il banco

rabbonire il croupier a cantuccini e vin santo...

 

 

            7

 

O rimirarti ogni istante, non mangiare, non dormire,

starmene desnudo come un putto barocco

figgendo l’occhio nel tuo occhio di chimera

 

- sei pallida, slavata, il nero sotto l’occhio

grida, il trucco da cent’anni t’imbelletta

e cento amanti narra, nottate, stravizi

 

languori senza scopo e senza oggetto:

soffrire per soffrire d’appetiti sazi.

Dovrei seguirti, canone, amore, bellezza,

 

in questo crepitio di mitra e gemiti e immagini

sempre più nitide e sempre più inutili,

seguire te nel rosa della sera, ricredermi,

 

dire che la storia è una sola grande festa?

 

 

            8

 

Oh sì, metacomunico, comunico a me stesso

fuori di me che comunico, comunico...

Non altro che giochi di parole le parole

ma l’attimo scivola via e la visione: non resta

che un pugno di mosche stecchite sulla carta

parole morte rimuoiono trafitte

da questo lapis che indugia nello scrivere

temendo di trafiggersi...

 

 

            9

 

Specchio nello specchio senza sfondo

scisso mondo nel mondo

specchio rimira lo specchio profondo

s’avvita al rimirarsi e poi risponde

a se stesso che si chiama, confonde

Eco, Narciso e rapito dall’onde

in quel liquido mondo si diffonde

s’allarga, s’invade, si pervade, si fonde

reale ed irreale si sorprende

convinto dicendo: «sono un poeta».

 

 

            10

 

Nero su bianco, pizzi e merletti

la fanciulla di fatto è imbefanita

la lingua legata incespica nei denti

biascica e sbava monconi di passato;

ringalluzzisce a volte, civetta,

si butta nella mischia culturale

commenta i suoi mali, balbetta

parole di parole incomprensibili.

 

Ma se un fuoco di versi

ancora può darsi s’appicchi

ai suoi capelli e ne faccia una pira.

 

 

(febbraio 2003)