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Poesia
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Il corollario della vittoria è patetico: nebbia soltanto nebbia suoni ovattati come d'inverno - ma non ha stagioni l'aridità del vuoto - dove l'orrore potrebbe svanire e dar luogo a quella calma piatta prima della demenza.
E non possiamo starcene a mezz'aria come serafini mentre l'inferno ci spia dalle pieghe di un sogno leggero: ascendere nuovi dei per un'era o due e poi precipitare dentro gli scoli alla prima pioggia nell'irrefrenabile baldoria dei sopravvissuti nuovi attori dell'antica farsa mimando eternità.
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