Gianmario lucini

                                               Otto poesie sul tema del silenzio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ come urlo assopito,

vasto silenzio di foglie che a tratti

si sveglia, sussurro di tutte le voci

di tutte le parole che furono dette

 

e dentro lui nell’altra dimensione

lo sbadiglio della vita che si sveglia,

la voglia che si calma e s’assopisce,

cede per vincere e rinascere.

 

Le mie dita sono rami che frugano il cielo

cercando verità che dormono da sempre,

le gambe tronchi che gemono al vento

- tornando indietro nel tempo ero albero.


 


 

C’è un dolore cupo in queste pietre

sono là sul ciglio del sentiero

attendono sguardi nel silenzio

che le faccia nascere al flusso della storia,

voci che le chiamino, pensiero

che riconosca i loro simboli.

 

Sono lacrime dei secoli dei secoli

sgorgate dai sogni delle vedove,

sangue di guerrieri caduti

per tutti i tempi dei tempi,

il pane duro della pace

che nessuno ha mai mangiato.

 

Stanno fisse sotto i pilastri del tempio

verde del bosco

come capitelli caduti a terra.


 


 

Scorre un’acqua e non sa dove andrà

nel ruscello

ancora giovane fra le foglie

morte e l’erba bruciata dal gelo.

 

Acqua giovane corre verso l’estate

portando con sé profumo di abeti

con la grazia di una giovane donna,

che s’ingravida di noi

e dei rifiuti delle nostre pene

giungerà sfinita alla sua pace al suo oblìo

disciogliendosi morta nel suo dio

- lei, la dea fedele non s’imbotra

tornando al ventre della terra

e a fiotti e a salti non rincorre

un’idea di gioventù che non sfiorisce.

 

E’ come l’albero che nutre, è come il vento

che asciuga il sudore dei condannati alla fatica

la nostra giovane prima madre

acqua

segreta e docile sussurra con le fronde

una preghiera antica

ch’esse soltanto ricordano.

 


 


 

Nel bosco dove passeggio catturando immagini

solo il silenzio ha verità da mormorare.

Ascolto la neve crocchiare

al passo della risalita;

doppiando il crinale s’apre

il largo respiro d’una valle

che pare là in attesa

d’uno sguardo che la voglia amare:

 

in questa bruma di neve

ancora canta la poesia,

in questo freddo che morde e risana

c’è il calore d’una casa antica

fra antiche parole d’accoglienza.

E sulla bocca si fa l’oro del silenzio.

  
 


 

Le rocce di quassù sanno l’impercettibile

mutare.  Il tempo

si scandisce in paesaggi

sogni di muschio e lichene

che s’affaccia sui burroni.

 

E’ solo un colpo di vento

la vita

un’esile parola che altissima

vorrebbe colmare grandiosi scenari

e rivelarsi.

 

E le parole avvampano in fonemi di vento

sibilando fra guglie e strapiombi

nel sonno profondo dell’era

che immutabile muta

pallido riflesso dell’eterno.

 
 


  

Ti sei evocato dal nulla attorniandoti di nulla

chiamando te stesso dal baratro

che ci attira e ci intrappola

sola parola

che nessuno saprà mai pronunciare.

 

- granello di sale, scintilla

e Tu, inconsumabile fuoco.


 


 

 

Ora le nuvole sono di fuoco

il buio muggisce, non c’è pace

nell’era dei miracoli dell’etere,

dell’onnipresenza.

 

Non c’è più alfa né òmega

non c’è più èffeta

non c’è più senso.


 


 

Parole s’appoggiano con grazia

come s’appoggia la neve all’ossa dei rami

parole nel sudario che sperano risorgere

dopo tre giorni dalla loro cenere

 

saremo forse, penombra di foresta

o una bocca, soltanto una bocca,

angusto spazio nella sera, silenzio

nostra sicura barriera.

 


 

Inserimenti recenti dello stesso autore

 

Gianmario Lucini - Il sapore della cicuta - 19.06.03

Gianmario Lucini - Nemesis - poesia - 29.05.03

Gianmario Lucini - Visione - poesie - 14 maggio 2003

Gianmario Lucini - Cattiva coscienza e metapoesia - poesie - 27.04.03

Gianmario Lucini - Rottami e ricicli: la poesia che ride disperatamente.  Su L. Nacci - 13.04.2003

Gianmario Lucini - La guerra inevitabile - 04.04.03