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Ambivalenza |
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Potevi crescere come noi nelle folli praterie di questo secolo spirato nel dubbio, inventarti palla o bolla, reinfetare gli amanti nell’uovo felice, allungarti sul divano concedere buffetti sulle guance degli ospiti: saresti l’unica dea per la quale svenarsi dare vita e fatica sopra ogni altro sogno e scopo, tu con lievissimo gesto a governare questa frenesia che ci accascia e ci lascia pesanti frange di sonno:
ti saremmo fedeli adoratori per una ciotola della tua acqua sicuri nel giorno e nell’ora della morte perfetta.
Ma hai scelto paludi e deserti, la morte silenziosa della paura, l’incanto e la natura della bestia; ci hai perduti per sempre e noi andiamo a caccia di te armati di logica e di picca - ma sangue non sprizza dall’indifferenza.
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