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Fragili armonie
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Poliart Editrice, Roma, 2004
Nota di lettura di G. lucini
Se non ci si lascia trarre in inganno dal
titolo, che sembrerebbe voler alludere a una poesia diafana e indulgente
agli estetismi: si scoprirà che questo volume di Alberto Sbardella,
psichiatra romano di 47 an Non sono dunque versi fragili questi, anzi, rivelano una poetica molto attenta agli aspetti simbolici della realtà e del linguaggio, una poetica alla quale è cara la parola, la sua radice etimo-simbolica, tutto il portato dell'immaginario ma anche dell'inconscio che un particolare accostamento di vocaboli e di espressioni può esprimere. E qui ovviamente si dirà che la professione che il poeta esercita, ossia la psichiatria, influenza lo stile: potrà anche essere così come ogni professione influenza un poco ogni scrittura, se non siamo scissi. Ma non è questo il punto: la scrittura di Sbardella non ha a che fare con la psichiatria più di ogni altra scrittura: è la competenza linguistica che egli vuole esprimere e che esprime, da una parte, con un linguaggio che pur puntando alla precisione espressiva più levigata, trova la sua forza nell'allusione, nell'intuizione im-mediata, nella polisemia, nella densità simbolica e di senso, tale da stimolare il lettore stesso a prestare più alla forza delle parole e alla loro portata semantica.
Alberto Sbardella - Una poesia e otto haiku
L'inverno sembra non passare mai
Amo il freddo
Gelido cuore
Nebbia presagio
Guardo: non vedo; |