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"L'innocenza al potere"
Poco più di un anno prima lesse questo messaggio, a Lecco, in occasione della "Marcia della, pace". Fu un intervento appassionato. Era il momento della Guerra del Golfo. Altre guerre, nuove ed inedite, si sono aggiunte e altre, tradizionali e già vecchie, sono diventate note. Altre, ancora, vengono annunciate o minacciate, dai "pulpiti" dei poteri violenti. Le parole di Turoldo profezia e buonsenso insieme sono, purtroppo, di tragica attualità. Mi pare utile proporle qui per gentile e amicale concessione alla riflessione, seria ed innocente insieme, nel contesto del ciclo di incontri di Montereale "Con Turoldo nel cuore degli eventi". É anche un modo per dire grazie a padre Davide da parte di uno dei tanti "grappoli" di suoi amici. Aldo Colonnello [1])
Ci salutiamo amici nel nome della pace, nella speranza della pace, nell'impegno per la pace. E poiché oggi è dedicato alla madre di Dio nel segno della madre che ci genera il Figlio, il principe della pace. Però prima ascoltiamo la Parola: "Un germoglio spunterà dal tronco di Jesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici, su di lui si poserà lo Spirito del Signore, fascia dei suoi lombi sarà la giustizia, cintura dei suoi fianchi la fedeltà. Il lupo dimorerà insieme con l'agnello, la pantera si sdraierà accanto al capretto, il vitello e il leoncello pascoleranno insieme, e un fanciullo li guiderà. La mucca e l'orsa pascoleranno insieme e si sdraieranno insieme i loro piccoli. Il leone si ciberà di paglia come il bue, il lattante si trastullerà sulla bocca dell'aspide, il bambino metterà la mano nel covo dei serpenti velenosi. Non agiranno più iniquamente ne saccheggeranno in tutto il mio santo nome, perché la saggezza del Signore riempirà il paese, come le acque ricoprono il mare". Cosa
vorrà dire questa profezia? Si tratta dell'annunzio di pace che costituisce il cuore di tutta la Bibbia,
Per dire che senza pace non si può vivere, che non è concepibile nessuna esistenza se non in armonia con le altre esistenze, con l'esistenza di tutte le creature. Per dire che senza pace non c'è umanità, non c'è vita famigliare, non c'è amore, non ci sono amici. Senza pace non esiste libertà, ma esiste solo oppressione e sfruttamento. Ne si da dignità per nessuno. Senza pace non esiste civiltà, ma esiste soltanto la barbarie. Neppure la sicurezza esiste. Contrariamente a quanto si crede. Si crede che sia la sicurezza a garantire la pace, ma ciò non fa che scatenare una forsennata corsa agli armamenti, allo scopo di essere tu più sicuro dell'avversario, essere uno più forte dell'altro, tu possibilmente il più forte di tutti, quando invece in ogni momento un altro potrà essere più forte di te. Questa è la logica assurda del sistema, di cui tutti siamo consapevolmente o inconsapevolmente artefici e vittime insieme, nel poco e nel tanto, della responsabilità di ciascuno. Una sicurezza che sarà il più forte fòmite di guerra. No, non sarà la sicurezza a garantire la pace, ma sarà la pace a garantire la sicurezza. Tu più sarai inerme e pacifico, più vivrai tranquillo. E l'uomo mite che possiederà la terra. Mentre l'armato avrà sempre come sua casa la paura. E le guardie dovranno vegliare giorno e notte sulla sua vita, e dovrà viaggiare sempre in macchine blindate poiché la sua vita sarà sempre più in pericolo. Cosi è dei popoli come degli individui, che vivono di questo sistema, che credono di vivere. Bisogna cambiare avanti che non sia troppo tardi, per queste vie noi andiamo a marce forzate verso la nostra definitiva rovina. Basti appena riflettere, accendere un barlume di coscienza, per quanto pende attualmente anche sul nostro capo, della minaccia inimmaginabile che incombe sul mondo. Non vi è chi non s'avveda, non appena si appelli alla ragione, degli assurdi argomenti che hanno schierato l'una e l'altra parte del mondo su queste frontiere della morte. Dicevo non vi è chi non s'avveda, come scritto nella "Pacem in Terris", di Papa Giovanni, quanto sia follia la guerra, 'aliena dalla ragione'. Pacem in Terris!, nel rispetto di tutte le terre e le culture, ma unica pace: il più grande manifesto della pace dei nostri tempi! Ma cosa fare perché si avveri la pace? Qui s'impone la grande conversione d'ogni uomo, della coscienza d'ogni singoó lo uomo, la conversione delle politiche, il cambiamento del sistema. La pace è l'unica rivoluzione attesa dal mondo intero, attesa dalla stessa creazione, per questo la pace è un discorso ostico e difficile, il più difficile di tutti i discorsi. È per questo che non c'è mai pace sulla terra, per questo la pace è una conquista, ed è sempre da farsi la pace. E bisogna essere sempre vigilanti e impegnati a pieno rischio e generosi, decisi ad esempio a credere che vendicarsi è un atto di guerra, e perdonare e comprendere e aiutare perfino il nemico, è invece inizio della pace. Cosi come dice la Scrittura: "A me la vendetta e la giustizia. Mentre se il tuo nemico ha fame, tu dagli da mangiare, se ha sete, dagli da bere, e avrai vinto" (Romani, 12,19). Per altre vie tu non puoi neppure vincere, ma puoi solo distruggere. Non esiste più il concetto di vittoria nella storia umana, neppure rispetto a sistemi come ora si prega e si grida. Siamo tutti sulla stessa nave. Magari c'è gente che viaggia in prima o in seconda classe e chi viaggia nella stiva, ma se affonda, affonderemo tutti. È l'interdipendenza e l'interazione dei continenti e dei mondi. Oggi ogni guerra può finire soltanto nella distruzione e nella morte. Per questo nel messaggio di Natale del Santo Padre, il Papa, ha scritto che "la guerra è un'avventura senza ritorno". E noi diciamolo fortemente, che prima di tutto una guerra è la sconfitta della ragione. Ecco perché la pace richiede una rivoluzione mentale, bisogna cambiare modo di pensare. Quella rivoluzione che nel Cristianesimo si chiama precisamente conversione. Conversione prima di tutto delle coscienze, dicevo, per arrivare al rovesciamento delle politiche e del sistema. Infatti solo quando la coscienza dei singoli si fa coscienza della moltitudine, allora anche le superpotenze dovranno tornare indietro. Perciò, non solo la salvezza nostra, ma insieme la salvezza degli altri, la salvezza dei fratelli, la salvezza dei popoli è posta nelle nostre mani. Siamo noi i responsabili! E questa coscienza che deve mettersi in moto per tutte le strade, e anzi fin da ora vi dico: se per caso il 15 di gennaio dovesse scadere questo ultimatum assurdo, io penso che ciascuno di noi e tutta la città dovrebbe mettersi in moto perché questo non avvenga. Perché nessuno vuole la guerra! E ci sono infinite vie per evitarla! Lo dice appunto lo stesso Papa nel messaggio che ho appena citato. Io spero che manterremo questa promessa, perché dipende da noi fermare queste macchine di guerra che schiacciano soprattutto innocenti. Ed è quanto è significato appunto in queste 'marce della pace' che sono poi marce di coscienze che si mettono in cammino, che si fanno appunto moltitudini in attesa di poter arrivare ad una terra disarmata. Cuori che disarmano per disarmare la terra, convinti che la pace è sempre da farsi. Certo, che se di conversione dobbiamo parlare, ecco che al posto della potenza e del dominio, dobbiamo porci l'ideale del servizio e della libertà. Libertà degli uni verso gli altri, libertà di tutti, perché io non posso essere libero se anche tu non sei libero. Certo che se di conversione si parla, dobbiamo porre a fondamento d'ogni paese e d'ogni movimento la giustizia perché tu non puoi avere in abbondanza, fino alla strasazietà, fino al consumismo, fino allo scialo offensivo e sacrilego. Mentre moltitudini immense sono alla fame. Tanto più quando la tua abbondanza è fondata sulla rapina dei poveri. Perciò senza porre il valore della povertà, come libertà del cuore dalla cupidigia delle cose e d'ogni possesso, fin quando non si pone la stessa povertà come libertà dello spirito a fondamento dell'economia del mondo poiché i beni sono di tutti, per volontà di Dio non ci può essere pace sulla terra. E allora tu stesso se non credi e se non pratichi queste cose, sei un uomo di guerra, o comunque non operi per la pace. Tanto più se credente nella fraternità umana. Tu non saresti fratello neppure dei tuoi fratelli di sangue, se non in questo spirito. E se per caso, non sei credente in questa concezione fraterna del mondo, credi almeno che il mondo è uno e indivisibile, come dice Gorbacev: la terra è una nave e non possiamo permettere che affondi, perché non ci sarà più un'altra arca di Noè a salvarci. E fin quando ci sarà un solo uomo umiliato e oppresso ingiustamente dalle nostre cupidigie e dai nostri orgogli, dalle nostre prepotenze, dai nostri egoismi, che poi diventano anima di queste politiche, non ci può essere pace per nessuno sulla terra. Senza dire che la stessa terra chiede di essere rispettata, perché tutte le creature si ritrovino a vivere nella pace, che cioè il lupo dimori insieme all'agnello, e il leone, la mucca e l'orsa pascolino insieme, e il leone si cibi di paglia come il bue: allora ecco che un fanciullo li guiderà in questi pacifici pascoli. Così suonava il messaggio del profeta. Questa la profezia che attende di avverarsi; e questo significa, oltre al riferimento teologico del profeta al Cristo, il fanciullo della nuova creazione, che già porta in fronte il nome di 'Principe della Pace', e la cui nascita è annunciata dagli angeli con l'augurio di pace agli uomini che egli ama. Questo, dicevo, può anche significare che l'innocenza ritorni alla guida del mondo: "l'innocenza al potere"! Ed è molto di più di quanto gridavamo un giorno, "la fantasia al potere"! Come dire che finalmente: si facciano nuove queste politiche! Allora ci sarà finalmente la pace. E ora tutti a vegliare, pregare e vegliare, perché queste fatidiche date non si avverino, e se per caso dovessero avverarsi, ci troveremo tutti insieme ad urlare il nostro bisogno di pace per tutte le vittime del mondo. Grazie. (Lecco, Marcia della pace, 1 gennaio 1991 Trascrizione dalla registrazione in audiocassetta)
[1] ) Aldo Colonnello è presidente del Circolo culturale Menocchio, di Montereale Valcellina (Pn) mailto: circolo.menocchio@libero.it . Il testo qui trascritto, è edito ne il “Quaderno aperto 3” , edito a cura dell’Associazione per concessione di Anna Turoldo, delle Edizioni Servitium. La cassetta originale è stata ascoltata, in un silenzio commosso, nel corso delle manifestazioni “L’innocenza al potere”, organizzate dall’Associazione Turoldo e del Comune di Sedigliano nei giorni 28 febbraio, 1 e 2 marzo 2003 a Sedigliano e Coderno.
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