02.04.2013   

 

 

Gianmario Lucini

 

Scendi i gradini senza rumore

 

Scendi i gradini senza rumore, non battere di tacchi,

evita rimbombi oltretombali prima della tomba

come un tempo scendevi scendi alla cantina

per cavarne il vino e la grappa fatta in casa.

 

Fra mobili in disuso vai a rovistare

oggetti che t’accompagnarono la vita

vecchie scatole sfondate dall’incuria, suppellettili spaiate

nel grido che nasce da un violino squarciato e da ricordi rotti

che tutti insieme faranno ressa per riguadagnare

il sole violento dell’estate

 

vai a smarrirti, per ritrovarti, risapere

quale segno ti faccia deviare

o mano ti prema al fondo della notte e ancora

credi protesa al delirio dell’incontro.

 

Scendi i gradini della tua notte

per ritrovare lo splendore del tuo cielo

esausto.

 

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