Paola Conzatti

  

   

  

  

 

 

 

 

 

Agosto

 

Stasera si respira denso latte

Ieri pioggia, oggi caldo torrido

Ma la sera arriva la brezza

E la notte le stelle segnano piccole traiettorie invisibili

 

Agosto dai lunghi pensieri che si disgelano anarchici

 

Finalmente si ascolta il silenzio delle strade...

Abbaglio di muri bianchi fermi

Della radio in continuazione...

 

Agosto, progetto di fuga

Di vino bianco ghiacciato bevuto troppo in fretta

Spazio mio

Agosto di partenze e arrivi alle stazioni ricolme di anime e per ogni anima un treno, e per ogni treno/vagone, traiettorie che si intrecciano, ... si urtano, ... distrattamente...

Agosto a volte afoso ma di notte inaspettato fresco

Che avvolge il corpo, il viso le mani che si rifugiano nelle lenzuola...

Ombre nelle cittā che sudano e voci lontane che si nascondono dietro al mare...

Ho salutato il corpo denso dell'acqua con una nostalgia nuova, ne ho accarezzato il dorso, la trasparenza sulle mani, il manto di pelo, e sono diventata mare e lo ho

Custodito nel mio ventre di viaggio...

 

 

Settembre

 Tutto sale, sale, tutto sale, in silenzio mostruoso

Sale, sfiorisce

D'agosto sono morta di settembre, nata

Partorendo tre volte

Mi sono costruita nuovi piedi, radici

Pelle delle mani, occhi, sorriso

Colmo calice di settembre

Voce di Silvia, Luce madre, Francesco il lupo, Cristina tagliente, Nicola nel corpo di un bambino...

... Tutto un progetto di mani e corpi, sorrisi conosciuti, abbracci...

Ed č giā lontano il tempo beato del mio ozio...

 

Settembre: un tempo di semina e di raccolto

Ho archiviato la mia follia e la ho plasmata in sogno, semplice e duraturo

 

A settembre sono una guerriera indecisa

Nuda e un po' indecisa

Una scia d'istinto, un difficile controllo...

Che appetito di bellezza!

Settembre rosso, vorticoso, confuso

La memoria ti ha abbandonato

A settembre tutto si compone e si ricompone ad un ritmo mostruoso...

 

 

Ottobre

 

Disfo e ricompongo il bagaglio di questi oggetti

I miei strati

un lavoro minuto, una preparazione lenta

mai come prima

lievitare, partire

con una valigia per mano

O rimanere
  

Tra lo scernere e il conservare, come dare forma, ottobre mi parla, finalmente!

 

La cittā di č tolta il suo volto di finta allegria, ora č scarna e autentica, come tra poco la seguiranno i platani, e la gente si stringerā nel proprio cappotto di freddo

Torna ad essere la Milano servile, la "visione" di ognuno

Del popolo delle metro

Del barista

Delle luci gialle

Dei viali morti...

ad ottobre mi scivola ogni cosa di dosso e senza fatica m'innamoro...

 

Sono planata sul tuo corpo

ieri notte:

una sorpresa

č passato tanto tempo...

Di nuovo mi hanno tenuto in volo le tue labbra

E un odore dolce di tabacco

 

Scie di meduse su di me

Sui pori della mia pelle bianca

Isola nostra

La nostra isola adesso

Quando tutto fuori smette di vibrare e stordire

Restiamo noi

 

Scie di meduse su di me

Di freschi tentacoli

Io sono la nostra isola

E la memoria di un racconto

Che ricomincia e ricomincia...

Quando fuori smette di vibrare e stormire

tu

Mi sai tenere sveglia

 

Ottobre

Svela le sue veritā

E i segreti

Di ogni sua foglia purpurea

 

  

Paola Conzatti, 32 anni, vive a Milano