Marta Da Dalt

  

   

  

  

Vivi dentro di me,

te ne prego,

affranta da questa distanza

impenetrabile.

Tu, orchidea di Dio,

profumo acre,

odore di terremoto

che ricrea il volto del mondo.

Volteggia l’ala di Dio

nel librarsi delle tue parole

che si fanno Parola e

dissoluzione del suono

e composizione di un silenzio jazz.

Trova un espediente,

inventa qualcosa

per tornare ad avere

una carne nella mia,

tu che sei ormai con-fuso

nell’armonia dell’Unica carne.

Ma non sono spenti

i sussulti di nostalgia,

la tua, la mia,

e l’amore per la terra.

Piccola fiaccola di Dio,

cero acceso dalla mano sua,

inconsumabile.

Questo stare

solcati e scavati

dalla zanna della verità,

l’ascolto che ci ha fatti

segnati d’appartenenza,

conquista sancita dal sangue.

Ed io, come dire,

per due volte.

Tu sostegno di Dio

nel salire il monte

delle nostre ostinazioni,

tu che sgorghi

dalla tua bocca la profezia,

tu esile uomo,

tu, caparbietà dell’annuncio,

tu, cristallina pazzia

per cui saltano i confini

del nostro sommesso,

plagiato vivere

e morire…!

Mi manchi, mi manchi senza sosta

da quando sei qui acceso dentro al mio cuore.

 

 

 

E questo credere

è pallore di luna,

intermittenza e macchia,

disossato o più semplicemente

sprofondato sul divano da troppo tempo.

Credere flebile e poi

quasi fortissimo,

impalpabile gancio,

piatto magro sotto un cielo

immerso nel sonno del suo

grigio senza eccezioni.

E’ questo il credere

che ti saresti aspettato?

Questo il credere che vuoi?

Ti basta un credere comunque,

davvero?

Ti basta questa mano secca?

Ti basta questa mano grassa?

Ma ci si può fidare

di questa generosità

che fa ombra al ridicolo?

Mi liberassi dalla progressione

del logico, corteo funebre

per sepolture di bimbi…

Allora ogni fiducia sarebbe

possibile!

 

 

 

Quest’attrazione

senza tregua,

questo scrutarci

che non abbassa la guardia,

la strada senza angoli

a nasconderci per qualche attimo…

interminata seduzione

l’uno per l’altro,

tensione costante,

rivelazione che continua scorre,

desiderio snervante e bellissimo…

Al cuore, al cuore vogliono arrivare

le nostre mani, che non si adattano,

no, non si adeguano ai posti di blocco,

ma li frantumano

così, con un sorriso.

  

  

Marta Da Dalt vive a Borgo Monticano, in provincia di Treviso