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Franco Fiorini
FigliaAd Angelica Poeterò cantandoti la vita bevuta a lunghi sorsi avidamente come acqua di fonte sorpresa tra le dita e gli occhi verdi di tua madre e il suo sorriso viatico al cammino e compagnia.
Ti canterò l’attesa di un vagito e lo stupore grato del Mistero risposta piena al nostro desiderio e una presenza dolce di bambina a fare nuovi i giorni e le stagioni.
Ti canterò di guerre sui cuscini e le corse a perdifiato alle faggete il pianto e il riso di due fratellini e i giochi d’acqua arditi sulle onde a spumeggiare i fuochi accesi dei tramonti.
Ti canterò il giorno tanto atteso il viso radioso della sposa e il braccio mio a sostenerne il volo le promesse ai piedi dell’altare e le tue ali, figlia, aperte al vento.
Poeterò cantando del silenzio di una stanza vuota e senza attesa il trepidar del verso alla mia penna e gli occhi ancora verdi di tua madre al mio presente e la sperdutezza che si fa preghiera.
AnnuncioAbbruna appena il cielo all’orizzonte, depone piano la ragazza la sua brocca stillante fresca acqua attinta al pozzo, poi scioglie allegra sulle spalle il corvino dei capelli; negli occhi ancora il volto di Giuseppe quasi rubato all’ultima fatica prima della sera, nel cuore il sogno bello dell’attesa dolce vigilia di promessa sposa.
-Ave Maria, di Grazia rivestita- sobbalza la fanciulla a quella voce -compagno per la vita è a te il Signore-. Il giovane solenne ha il portamento e sicuro l’ardire. -Benedetta sei fra tutte e santo il nome di tuo Figlio-. La Vergine scolora e si confonde. -E’ questo il dono di misericordia all’umile creatura, alla Madonna; è l’Annuncio del Mistero grande novella lieta per tutte le nazioni-.
Risponde “Eccomi” Maria all’Eterno che la rende Madre mentre tarda quel chiarore strano a stemperarsi nella notte nazarena.
E dopo mille anni e mille ancora ti rendo eterne grazie Madre mia, ogni alba è fatta nuova al mio destino figlio del tuo si. Ave Maria.
L'ultima Avemaria
Rintocca al vespero rubino nell’aria fatta miele dall’imminente sera l’Avemaria.
Sosta il colono stanco chino il capo offerto nudo al cielo per la benedizione. Il sudore dell’ottobre stilla gocce di speranza sulle zolle calde dell’ultima fatica. Un segno di memoria sulla fronte è il ponte d’Alleanza con l’Eterno.
Grave il passo e lieve del ritorno al giorno stemperato tra gli ulivi. Sull’uscio senza posa scrutan l’ombre ansiosi occhi di sposa. Il cigolìo d’un carro sulla via ruba voci di bimbi all’eco ormai lontana dell’Avemaria.
Amarcord.
Franco Fiorini nasce a Veroli (Fr) il 20/05/49. Sposato, con due figli, vive a S.Angelo in Villa (Fr) e svolge l’attività di insegnante elementare.
Commenti pervenuti
Commoventi, tutte e tre. Valerio Dalle Grave, 03 ottobre 2002
La gioia di un padre, la malinconia, la speranza. 24 novembre 2002 ANTONINO DE CESARIS
Dolce, delicato, profondo verseggiare per un amore di padre per sua figlia. Intenso ricordo di una figlia bambina ormai sposa e vera presenza di un sorriso che accompagna la vita. 24 novembre 2002, Vincenzo Politi.
Uno è capace di amare in questo modo solamente se riconosce che lui stesso è amato da qualcun’ Altro. Questi versi ,queste tre poesie, fanno trasparire il sentimento di una persona che vive nella realtà come segno buono del Mistero. Domenico, 27\11\2002
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