Laura Appignanesi

  

  

  

  

Clochard

 

Prìncipi ammantati nel velluto della notte

tra  palazzi incantati di bidoni straripanti

sazi di avanzi  sapidi  di piatti troppo colmi

Nel reame lastricato  di buio e di silenzio

vanno tra  sogni alcolici, lievi,  fosforescenti:

randagi occhi di  gatti appesi a cornicioni

scolpiscono la pietra delle ombre…

 

Il sole risciacquato nel gelido mattino

spezza

lame di luce sulle sbarre del buio

e li sorprende (figli maledetti

di una terra matrigna)  accoccolati

dentro l’ incavo tiepido dell’ anima,

a  scambiare trincee con  l’ orizzonte,

le labbra dischiuse in mute litanie

a bere l’ agonia dei  palpiti di stelle

morenti nello specchio di anguste fontanelle….

 

 

Palestina

 

Il grido nero  di terrore

solleva  dune di angoscia

sulla terra (carne aperta) 

trafitta da infinite traiettorie

dell’odio,  crocevia

di troppi  Dio  in concorrenza

spazzata dal tam tam

tumultuoso della storia

 

Il rosso del vento con  fragore 

piove sangue dentro

un calice già colmo

 

Nell’ aria rovente l’ eco

di una sola  bianca preghiera

che attraversa come

un angelo in volo

lo strazio dei secoli

coagulati ai piedi della croce

 

 

Per te

 

Per te, figlio che (senza invito) vieni

con  braccia larghe  e la  mente nuda

dalla soglia del dubbio  volerò

incontro al mio destino, e guiderò

a fari spenti, verso l’ aurora….

Per te, mi ripiegherò con cura

in un cassetto recondito dell’ anima

Assopirò i miei  sogni e li custodirò

come un lume, per l' inverno che viene

Appoggerò le mie occasioni

sul palmo della mano, poi soffierò…

volandole lontano. Seppellirò 

i miei  talenti all’ombra del giardino 

Coltiverò  il fresco dell’erba e

curerò la casa, al  tepore del camino 

Mendicherò radure di pace e

di certezze,  appenderò libellule

di sole alle mie tende

Per te, soffocherò il grido dei miei passi

ovatterò il fragore assordante dei pensieri

cospargerò  di  cipria le rughe del cuore

Per  te, solo vivrò…

E, quando nascerai

ti  mescerò col latte il miele

di dolcissime carezze, di  baci

e ninna nanne scaldate col calore

di favole cucite col filo dell’ amore

 

E, quando crescerai

nell' ombra io ci sarò, come esile fiammella

a riscaldarti il cuore: un riflesso discreto 

pronta a farmi da parte al gesto della mano 

Se non ci capiremo, piano dirò il tuo nome

e scioglierò i tuoi nodi col pettine dei miei…

Raccoglierò  manciate di luce   dalle stelle

e proverò a guidarti nel dedalo dei passi

come se  io

….

conoscessi la strada,

 

ti stringerò la mano

come se io

….

fossi forte

 

Coi  miei  limiti e i  sogni  tesserò  per te

una vela  di gabbiani:

sentiero  d’ ali verso  l' infinito

 

 

Laura Appignanesi, 32 anni,  laureata e mamma a pieno tempo,

vive ad Ancona

 

Commenti

 

Visto che il mio e' il primo commento ti do' un po' di coraggio dicendoti un Brava per le poesie. Colgono il segno. Complimenti  mamma a tempo pieno.  Giuseppe Cazzaniga