|
Pierubaldo Bartolucci
A scuola da Apollinaire
M Ombre non sono, fra gli alberi strani, figure di nani; la luna è più grande, più vaga la notte, se questa è la notte, dietro l'ameno corteggio di Orfeo.
A Non è poesia, piovuta magia carezza le labbra... Potessi fermare il silenzio e contare d'un tratto sinonimi molti, di gioia.
G Non più meraviglia: la mano nasconde i ricordi, assai più delle dita, nel caldo fango dei fiumi, nelle superbe contrade d'azzurro.
I Temi forse il romantico addio dei fiori? O cos'altro il cuore non dice? E certo il colore dell'erba fa invidia alle nuvole in alto.
A Si muovono rapidi i sogni se adesso ferisce la luce del giorno; per poco brontola il vento: nascono e ancora evangeliche forme gemelle:
A Ne sont pas details mélodieux voix d'amour.
Dune
A ridosso di dune deluse dal vento, io penso:
non trovo memoria di ossa regali, forse cadute in fosse abissali... l'arte, la guerra, la bella amata figura di terra, spogliata dal pianto del giorno rinato...
agave muta trattiene i sospiri e spinosi deliri...
ecco lo sguardo pensoso dell'ombra cade sul giallo velluto di sabbia... agape d'ore pure riflesse, stagione assente d'eroi solitari...
saetta un istante d'avorio lucente...
bacio il calore del sole; l'intenso colore del cielo distratto astratto rimane... sale lontano il rumore del mare...
Resurrezione
Dalle figlie del male risorgo, nudo di sogni... dal mare risale l'ira del silenzio. Abbraccio, se posso, l'aria calda del giorno infischiandomene di rime desunte dai tomi del tempo.
Sulla scia d'Ulisse ripeto parole al vento che ascolta benevolo. Esplode il mio canto; stupisce politici pallidi e porporati dimessi ma dolce cresce il sapore, mai troppo, di libertà...
Pierubaldo Bartolucci abita a Fossombrone (Ps)
|