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Alda Belletich
NO, NON ERA UN FILM
Era una massa multietnica e multicolore che sfilava pacificamente con gioia e allegria trasmetteva serenità, voglia di vivere, d’uguaglianza.
Due giorni dopo un’altra fiumana sfilava e anche questa voleva farlo con tranquillità ma quel qualcosa di sotterraneo che da giorni serpeggiava in tutti gli animi e che tutti speravano e volevano non succedesse è successo.
La scheggia impazzita è esplosa finendo in botte, sassi, fuoco e fiamme.
Io che vedevo tutto questo in tivù passando da un canale all’altro mi dicevo no, non è vero, non è possibile ma quei visi attoniti impauriti mi confermavano che era tutto terribilmente vero e nelle vene mi è passato lo stesso ghiaccio che avevo provato alcune sere prima dove in un deserto e silenzio surreale rotto dalle sole luci dei lampeggianti sentivo rumori duri sordi metallici che m’incutevano paura erano quelli delle reti metalliche che veniva posate sui blocchi di cemento per chiudere la zona rossa e proteggere la sola vita ai potenti.
Si, tutto quello che stavo vedendo da ore e ore era realtà, era battaglia, era purtroppo, tutto vero, vero!
Mia povera città come quattro disgraziati hanno potuto e sono stati liberi di rovinare quella che doveva anche essere una bella festa e questo è il prezzo che ti è stato fatto pagare per esserti farti bella
Sono però convinta che con te si è reso visibile quel qualcosa che nessuno riuscirà più a fermare
del quale forse io non vedrò il finale ma voglio proprio sperare che nel tempo porti pace bene e giustizia a tutti soprattutto ai più poveri.
HO VISTO
Ho visto campi sterminati di sorridenti girasoli fiori multicolori accanto ad enormi campi di frumento quale buon auspicio per il raccolto.
Ho visto l’uomo usare ancora la falce e il rastrello la sera rientrare con la famiglia sul carretto trainato dal cavallo un carretto multato perché era entrato nel centro della città e il pensiero che quell’uomo si sarebbe perso il guadagno di una settimana mi ha fatto stare male.
Ho visto la città dei rom con le sue bellissime ville disabitate e nella verde pianura una cattedrale siderurgica abbandonata ho visto la città nera dove l’uomo viveva quarant’anni perchè il nero di fumo che era prodotto lo uccideva.
Ho visto bambini al pascolo con mucche pecore e cavalli e oche, galline, tacchini razzolare lungo il ciglio della strada indifferenti del traffico che scorreva accanto a loro e bellissime cicogne appollaiate nei loro nidi su pali della luce e comignoli.
Ho visto un bambino piangere, ringraziare, saltare di felicità per diecimila leu, circa tre euro e un adulto con un bambino piccolo per mano corrergli dietro per rubargliele, non so se c’è riuscito ho visto una bimba chiedere una stilo era forse una biro che cercava e l’ha avuta, non ho visto bambini giocare al pallone.
Ho visto il progresso fermo a cinquant’anni fa e un mondo che non ho mai conosciuto ma che mi ha fatto ricordare la meravigliosa notte che ho dormito su un materasso di foglie a casa di mia nonna.
Ho visto pochi sorrisi ma tanta dignità.
Tutto questo oltre che una bellissima vacanza è stata una lezione di vita e l’augurio che posso fare a questo popolo è che presto tutti possano avere il necessario anche se la strada sarà ancora molta lunga.
CHI SEI
Ti annidi nel buio e come un tarlo scavi avanzando lentamente sei subdolo, viscido, un gran vigliacco colpisci alle spalle scovarti non sempre è facile e quando esplodi con tutta la tua cattiveria non sempre dai la possibilità di combatterti e lo sfratto esecutivo per te è un optional.
Nelle tue scelte non fai discriminazioni colpisci indistintamente poveri e ricchi giovani e anziani potenti e illustri sconosciuti.
Ti possono chiamare in cento modi con altrettante sfumature ma tu sei il CANCRO.
Quante vite hai sulla coscienza quanti amici e amiche ti sei portato via anche ora ne stai consumando un’altra ma verrà il giorno che sarai sconfitto e potremo finalmente gridare vittoria.
Alda Belletich vive a Genova
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