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Guido Bernardini
Alba
Metto il piede in strada, m’accorgo e calco un istante di Primavera aroma fresco uno spiffero intuito che non so dire; troppo tardi ormai per rincasare troppo presto ancora per poter partire resto preso in un silenzio d’ambra.
Dalla finestra
Allora Si poteva ancora stare chiusi in sedi polverose ed obbedire a un mansionario di scranni fatiscenti e sorrisi lattescenti. Allora. Il cielo appeso agli aghi di pino uguale, appresso la finestra, a una promessa di pioggia. Con l'arrivo dell'estatura fuggivano le tenebre sciamando tra i tetti fin sotto le ali dei passeri ben oltre l'ora sesta. Allora. Ci restavano in tasca ore da spendere tiepide e lente umide talvolta tra la piazza e la fontana e il colle un po' discosto. Allora. E tanto vento nell'aria immota lassù, prodiga di rossastre nubi ricca di certezze ed inaspettati lasciti da portarci via.
Novembre
Con dita di pungitopo, le fitte chiome nebbiose sciolte al guanciale dell’alba, grondante di madidi uliveti, ebbro di vigne e di mosto giunge Autunno svergognato, e avvampano rosse di pudore vinacciose le colline, ubertose di marroni adorne di brine e galaverne cinte di mura di foglie vestite disposte al sogno di un inverno che le lasci infine tremebonde, sfinite e nude.
Guido Bernardini, nato nel 1971, esercita l'attività di medico e agopuntore a Curno (Bg).
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