Guido Bernardini

  

  

  

 Alba

 

Metto il piede

in strada,

m’accorgo

e calco

un istante

di Primavera

aroma

fresco

uno spiffero intuito

che non so dire;

troppo tardi ormai

per rincasare

troppo presto ancora

per poter partire

resto preso

in un silenzio d’ambra.

 

 

Dalla finestra

 

Allora

Si poteva ancora stare

chiusi in sedi polverose

ed obbedire a un mansionario

di scranni fatiscenti

e sorrisi lattescenti.

Allora.

Il cielo appeso

agli aghi di pino

uguale, appresso la finestra,

a una promessa di pioggia.

Con l'arrivo dell'estatura

fuggivano le tenebre

sciamando tra i tetti

fin sotto le ali dei passeri

ben oltre l'ora sesta.

Allora.

Ci restavano in tasca

ore da spendere

tiepide e lente

umide talvolta

tra la piazza e la fontana

e il colle un po' discosto.

Allora.

E tanto vento

nell'aria immota

lassù, prodiga

di rossastre nubi

ricca di certezze

ed inaspettati lasciti

da portarci via.

 

 

Novembre

  

Con dita di pungitopo,

le fitte chiome nebbiose

sciolte

al guanciale dell’alba,

grondante

di madidi uliveti,

ebbro di vigne

e di mosto

giunge Autunno

svergognato,

e avvampano

rosse di pudore

vinacciose le colline,

ubertose di marroni

adorne di brine

e galaverne

cinte di mura

di foglie vestite

disposte al sogno

di un inverno

che le lasci infine

tremebonde,

sfinite e

nude.

 

 

Guido Bernardini, nato nel 1971, esercita l'attività di medico 

e agopuntore a Curno (Bg).