Angela Caccia

  

  

PREGHIERA

 

Un ritaglio di silenzio

ne svela il sentiero

… zolle piagate

lungo il cammino

 

Quanti pugni di terra

scorrono

nelle vene del mondo…

  

Quanti pugni di terra

scorrono

ignari

con frantumi di cielo

 

Un pianto

amaro e silenzioso

ne coglie il canto

 

canto di sorgente…

  

e audace

scommette sull’invisibile

 

su quel cielo…

dove si consumano

speranze di albe intatte

gravide di luce

 

 

Nella notte ovattata la percezione di un oltre, oltre lo scontato, oltre il circoscritto… è il canto delle ginestre che accompagna il volo libero e sofferto del gabbiano.

 

IL CANTO DELLE GINESTRE

 

Questa notte

odorosa di terra bagnata

carnosa di aromi

intima di suoni

questa notte…

è il bandolo

della mia memoria.

 

E’ il silenzio ammansito

dalle stelle…

è l’eco lontana del mattino

profumata di pane

di bucato steso

ad aspettare il sole.

 

Nel colore immobile

della notte

come pietra levigata d’eterno

il tempo si è fermato.

 

Tutto, come allora, è ovattato

tutto è abbozzato

e  prigioniero.

 

 Solo il canto delle ginestre

 guida ancora

il volo libero del gabbiano

lungo mari e cieli ignoti

alla sua meta

 

…solchi d’umanità

dove seminare lembi di poesia.

 

 

IL NOSTRO AMORE…

(30.8.2002)

  

La vita si lega alla vita…

onde lontane le nostre vite

si increspano

 si intrecciano

rotolando insieme

 sino la battigia.

 

Come i colori

 se diluiti

sono l’opaco di un cielo piovoso

sono il brillio velato dell’alba

così i pensieri tuoi

 diversi e lontani dai miei

sfiorandosi si sciolgono.

 

Il sogno diventa palpabile

 in una realtà custode di sogni

…quelli ribelli

nelle tane più intime

quelli innocenti

 spicchio terso dell’anima.

 

E se dimentico

offeso e rinnegato

il nostro amore

 dimentica, offende e rinnega

quando torna a farsi dono

perché donato

sa narrare di sé… di noi …

di mondi infiniti

e infiniti diversi legati

dallo stesso raggio di sole

 

 

Angela Caccia vive a Cutro (Kr)