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Cesidio D'Amico
Ti cercavo
Chi cercherà una volta Dio, lo troverà sempre. Novalis
Ti cercavo, dai mandorli di neve hai volteggiato voli di farfalle i petali, come faci accesi e ti ho trovato. Sull’acqua hai posato Un cigno perché scorgessi Sulla scia che trema, della tua pace All’acqua l’eterna carezza e ti ho trovato.
Ti cercavo, sul pianto della sera calda la tua parola, tra le pieghe amare dei tramonti il cuore ha consolato, ed io che a me vicino ti volevo ti ho trovato: tu prima di me mi hai desiderato.
Ti cercavo, dentro l’onda che spira sotto il volo dei gabbiani quando l’occaso è fuga che speranza inchini al fato, nell’ultimo riflesso sospirando ti ho trovato.
Ti cercavo, Padre che non culli gesti se non d’amore per occhi che l’uomo all’uomo ha prostrato, nello sguardo d’oro ho aspettato, quando su armi fiori hai seminato, vicino all’ultimo bimbo nato in un abbraccio ti ho trovato.
Ti cercavo, corde di chitarra hai dondolato, ti ho cantato ascoltato e ti ascolto, accanto alle labbra dell’aurora ti ho chiamato: dolcemente posato sulle ali della rondine ti ho trovato.
Ti cercavo, come ora prego ti ho pregato quando il grido della vita sulla strada ho incontrato, in una maschera spenta, dentro occhi lontani : un sorriso il dolore ha abbagliato. Nell’amore Amore che cercavo, piano per sempre ti ho trovato.
Poesia non conosco
Che non oda fiorente la piana se ride di vento, tenero il rivo nel fluido lamento… quando sonito all’erbe non tacque…
poesia non conosco
che non goda il bruito dell’ acque, balugini in ombra alla vita che sale nel sole e ne beva melliflua nei sogni il chiarore.
Poesia non conosco
Che non libri sguardi alle stelle, notturne farfalle, dai prati di cenere all’onda, fonda non segua volando scale di vento su folli distese di messi, su dorsi d’armenti.
Poesia non conosco
Che labbra in labbra non sciolga, profondare di un bacio Alle fibre del cuore, finestre in pareti di sole ove l’anima gronda.
Poesia non conosco
Che lieve non liberi plausi di voli Alle colombe d’argento e non culli la riva di foglie azzurre Al gabbiano posato sulla bocca del mare che ascolta.
Poesia non conosco
Che lagrima al sangue non mesca, quando il rosso alla gota vapora e goccia alla terra corra in seno all’aurora.
Poesia non conosco
che amor lontanato non canti, alle brezze le ebbrezze di un giorno partite, sfiorando profumi meste campane accese di pianto.
Poesia non conosco
Che non gridi rombando alle menti Nella fredda pietà del dolore, occhi chiusi ne ascolteranno il colore.
Poesia non conosco
Che una madre nel seno non porti, lenta dolcezza, infanti labbra serene, voluttà di un abbraccio di cuori in catene.
Poesia non conosco
Che il vento non miri se apre finestre tra i rami, mentre trasale fiorendo in carezze sulle cortecce assetate, languide vesti di pioppi.
Poesia non conosco… .
Quando il nudo pianto sarà la pioggia nuda E la pioggia sarà i chiodi sopra le maglie di foglie, coltre brunita alle piaghe rafferme di tempo, nel silenzio che sia sulla muta via, mia poesia, poesia non conosco che non salvi.
Promontorium somnii
Il mio mare È qui tra le pareti di un sogno, fumido lontanare di un’attesa. Una finestra Mi aspetta Oltre il margine Oscuro.
Cesidio D'Amico, 22 anni, studente di lettere e filosofia, vive a Roma.
grazie !, per le belle cose che scrivi, per le emozioni che doni e per il piacere che provo ogni volta che, attraverso i giovani come te, sento nascere in me la speranza di un futuro migliore! Con affetto, Chicca
Ho
letto quasi tutte le poesie, ma queste mi hanno colpita in modo
particolare. Sono una persona semplice, e forse non ho capito bene tutte
le parole, ma il senso si, credo di averlo capito....(magari scrivero'
delle stupidaggini, ma e' quello che ho sentito) la nostra vita e' tutto
un cercare, cercare... ma cosa? Non lo sappiamo neppure noi... e intanto
non ci accorgiamo che le cose belle, quelle importanti, necessarie per
vivere, non dico felicemente, ma almeno serenamente, le abbiamo sempre
davanti agli occhi, basterebbe guardare un po' meglio, con piu'
attenzione le cose che ci circondano, le bellezze della natura e le
emozioni che possono offrirci..... Guardare con occhi diversi le persone
che ci sono accanto .... e poi il finale: non dimentichiamo che c'e'
sempre una finestra aperta per ognuno di noi, anche nei momenti piu'
bui...
Caro Cesidio, a
volte - quasi sempre, mi pare - scrivi come se dipingessi, e dipingessi
in un sussurro, e altre colgo espressioni sospese come di meditazione:
sono due caratteri dei testi che apprezzo, e che trovo affini. Mi
raccomando, continua a scrivere. E continua ad amare la vita come le tue
parole testimoniano. Ricorda sempre le parole di Harry Martinson: "Dài
profumo al fiore".
Poeta non conoscevo, ma sulla strada l’ho incontrato. Qual gusto nel cercare una parola nascosta nel passato, che gioia nell’udire certi suoni. La prima impressione nel leggere queste poesie...una crescita, una nuova sicurezza, la certezza di aver trovato una parola, quella parola che non sempre è facile trovare. Col gusto del filologo, s’intende. I ciechi forse non vedono e sordi forse non sentono, ma qui c’è un archeologo, che scopre perle del passato e ci fa riflettere il presente. C’è un poeta. Forza allora, che ci vuol coraggio a essere di tal specie, forza allora, che non guasta un po’ di esaltazione. Per chiudere, il sommo:
Non è il mondan romore altro ch'un fiato Jo
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