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Alessandro Fanfani
Requiem
Requiem per un soldato ucciso in battaglia per una bambina violentata in una sporca strada, per tutti gli uomini il cui destino č segnato per un Dio ingiuriato straziato e crocefisso.
Requiem per le cittā dal cuore di metallo vene d'asfalto e carne di cemento, rumori assordanti la melodia del caos ci ammalia e ci rapisce come un serpente incantato.
Requiem per un mondo che sta scomparendo i cui figli assassini ne assaporano la morte, bramosi di ricchezza si crogiolano nell'odio vendono morte e diffondono follia.
Requiem per i fantasmi spettri di epoche passate per la felicitā ora sepolta ma che abbiamo sfiorato, per tutto il sangue con cui la terra si č abbeverata per l'umanitā intera che la pazzia ha contagiata.
Le torri cadute
Ho visto cadere le torri la disperazione dipinta nei volti della gente intrappolata senza scampo ho udito le preghiere di chi non voleva morire sguardi stupiti occhi pieni di lacrime.
Odio figlio della disperazione odio che attecchisce nella povertā esiliati in un inferno dove la follia č sovrana divoratrice dell'anima avida regina oscura nera tenebra che soffoca la luce.
Sussurra nel vento il lamento di chi muore di coloro che soffrono abbandonato in un oceano annegati nell'indifferenza cupa e gelida sensazione immenso squarcio scuro in un agonizzante cielo stellato.
I draghi del cielo
I draghi del cielo divorano il tramonto vomitando oscuritā e brillanti di stelle, il sole č caduto dietro lontani orizzonti la notte regna soffocando la luce.
Dove sono gli antichi echi della campagna stritolati dal rumore infernale delle macchine, dove sono gli odori della natura sbriciolati dal fetore di scarichi industriali.
Rinchiusi in celle di metallo e cemento isolati in periferie squallide come obitori, attendono il tempo per morire ed i loro corpi saranno pasto per i vermi.
Fiumi di letame che scorrono lenti trascinando al mare tonnellate di rifiuti, pesci mutanti e scheletri senza carne orbite vuote che fissano il futuro.
Dove sono quei luoghi pieni di colori sepolti sotto tonnellate d'asfalto ed acciaio fuso, dov'č il fruscio del vento che dolcemente culla l'erba inghiottito dal sibilante fragore delle sirene.
Alessandro Fanfani, nato in provincia di Arezzo, risiede a Pesaro
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