Maurizio Garro

   

   

   

   

TRILOGIA DELLA PASSIONE

 

 

I

 

“I passanti inveivano contro di lui

scuotendo il capo e dicendo:«O tu che puoi distruggere il tempio

e riedificarlo in tre giorni; salva te stesso.

Se sei Figlio di Dio, scendi giu’ dalla croce»”

(Mt 27,42-43)

 

Ma cosa ce ne facevamo

di un dio

che scende dalla croce,

salva se stesso,

mostrando il culmine

della sua potenza?

 

Come avresti potuto convincerci

che c’era un senso

nella nostra debolezza,

sofferenza, morte.

 

Troppa distanza

ci sarebbe stata

tra Te e noi.

 

Non avremmo creduto:

 

Non ci serviva

un altro saltimbanco della vita:

 

Ci serviva una via

per attraversare la morte

 

II

 

“verso l’ora nona Gesu’ a gran voce grido’:

«Eli’, Eli’, lema’ sabachtani», cioe’

«Dio mio, Dio mio, perche’ mi hai abbandonato?»….

..Ma Gesu’ emise di nuovo un forte grido,

ed esalo’ il suo spirito”

(Mt 27,46-50)

 

Urlo terribile,

fine di tutto,

voce di tuono,

buio e tempesta,

tremore della terra,

tombe divelte,

resurrezione di morti,

terrore!

 

Potevamo tutto,

e tutto avevamo compiuto,

ma non eravamo pronti

al tuo urlo.

 

Scappammo,

annientati dalla rabbia del Cielo,

e dalla Tua angosciante solitudine.

 

Infinita Sapienza,

persino Tu

non potevi pensare

tanto dolore.

 

La calda lacrima

Che percorse il Tuo antico viso

Ti insegno’ Amore di Padre.

 

Imparasti l’Amore da Tuo Figlio.

  

III

   

“Il centurione e quelli che con lui facevano la guardia a Gesu’,

alla vista del terremoto e di quanto accadeva, furono presi da grande spavento

e dicevano: «davvero costui era Figlio di Dio»”.

(Mt 27,54)

 

Non lo avevi mai visto,

non lo avevi mai udito, ne’ seguito

sulle strade di Galilea,

non un solo miracolo sapevi di Lui.

 

Un semplice malvivente,

come altri, da punire.

 

Ma capisti in pochi istanti

E parlasti senza paura.

 

Ci vergognammo

Della nostra ipocrisia.

    

  

Maurizio Garro vive a Torino