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Francesco Giorgi
E’ una creatura
Punto di un cubo medita silente freddo alla dura parete
schiaccia il naso preme la bocca graffia con le mani la dura roccia
un corpo oppresso dal vuoto pieno di ricordi si spalma su quella pietra che lo divide dal passato
su quel cemento ci era già stato una notte sanguinante penetrato dalla rabbia di altri punti in quel cubo dove tutti soffocati sbattono come mosche cercando la luce in una finestra aperta.
Voler cancellare gli errori riabilitarsi crescere vivere sognare il paradiso non può il peccatore
nella galera tutto è perso ignota ombra di un oceano infinito popolato di spenti volti
da mille occhi che si sciolgono sulle narici e sulle labbra cadendo in gocce sul gelido pavimento
e tutti i giorni si rinnova la violenza:
E libero un carcerato sta dentro un raggio di luna anche lui come una creatura cullandosi dall’ estremità di un cappio
ultima propaggine di una distratta democrazia:
Sicilia
Secoli di mute parole giacciono sulle aspre terre bagnate dal vento di un mare antico, sfiorate da un cielo di sole torrido:
impastata di storia di sangue e di sudore sta tra acuminate scaglie d’onde: gli sferzano la faccia gli sfiancano la schiena la fanno piangere e soffrire.
Ha con se la forza della gente che combatte per non annegare, racconta di un mondo da cambiare e naviga verso un’altra isola:
sono gli spiriti dei saraceni, dei greci, dei latini, degli egiziani, dei nordici, che abitano queste colline e narrano favole antiche.
Secoli di mute parole vogliono iniziare a parlare.
Cuccioli d’uomo
1. Continua la notte nel giorno a nasconderci;
pupille dilatate che schizzano, come le nostre viscere: vendute a prezzo d’uomo, impiantate nei vostri corpi, impastate col sangue amaro.
Mute immobili minuscole mani morte divorate da vermi avidi di vita:
erano bambini, sono amassi indistinti d’organi:
2. Hanno chiuso le porte… le finestre. Beth Lem è un buio… che straziato grida e non ode gridare il suo strazio. Uscito a l’ombra di un cecchino un mucchietto di carne riposa sull’asfalto… immerso nel suo sangue:
3. Lacrima che scende salata dal cuore, dissecca il grembo rigonfio di donna, pulsante di un feto ondeggiante nel mare amniotico, ormai sparso sul freddo pavé, una città riprende a produrre, un auto passa e lascia il suo smog. Ecco: vi invito a scoprire dove sta l’errore, poiché la vita non può essere la morte.
Francesco Giorgi, 20 anni, fiorentino, frequenta il 2° anno di DAMS e vive a Bologna.
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