Luigi Gonano

   

   

 

  

  

   

   

BIANCO DI CARTA MAL PAGATO

 

Come un bimbo a far volare

cupo, aquiloni nel presagio

del piegare sopra scranne

di cristallo troppo basse,

mi ritrovo a questo bianco

di carta mal pagato

a dar filo senza requie

a un salterio mai pregato.

 

 

PRENDI LA MIA POESIA

 

Prendi la mia poesia come fosse un pesco

e svestila del suo rosa più intenso.

 

Prendi la mia poesia come fosse un agrume

e spolpala del suo midollo più aspro.

 

Prendi la mia poesia come fosse un bambino

e corrompi il suo pensiero più limpido.

 

Prendi la mia poesia come fosse il nord

e leviga le sue eco più remote.

 

Prendi la mia poesia come fosse il sud

e seppellisci l’oro più fine del suo sole.

 

Prendi la mia poesia come fosse la terra

e indurisci i suoi pascoli più maturi.

 

Prendi la mia poesia come fosse il mare

e imbriglia i suoi sussurri più suadenti.

 

Prendi la mia poesia come fosse un tramonto

e dissangua il suo vento più caldo.

 

Prendi la mia poesia come fosse una musica

e sfilaccia le sue note più appaganti.

 

Prendi la mia poesia come fosse una poesia

e avviticcia i suoi versi più riusciti.

 

E ora prendi della mia poesia

ciò che rimane a questo punto:

la nuda carne che ho da offrirti.

 

 

PASSEGGERO DI UNA VITA

  

Com’è strano ritrovarmi adulto

ad accompagnare – consenziente –

un tempo che da ragazzo, a stento

vedevo rotolare su ciottoli sghembi

– e il metro dopo non voleva cedere!

 

Com’è strano ritrovarmi sorpreso

a misurare tratte consumate

di scarpe accatastate come bottiglie

vuote del vino migliore, versato

sulla terra e sul petto di donne migliori.

 

Com’è strano – o forse no – capire ora

che ciò che spostavo, fendevo e riordinavo,

non erano attimi del tempo presente

ma flutti di quello futuro, sagoma,

nave sull’orizzonte a far mostra di sé.

 

E adesso, passeggero di quella nave,

seduto s’un’umida panchina di sale

– no prego s’accomodi, non è occupato –

guardo i ricordi accartocciati a poppa

scivolare verso nuove rive portate dai giorni.

 

 

Luigi Gonano, classe 1976, vive ad Arta Terme (UD)

 

            Commenti dei lettori

Luigi, leggendo le tue, ho assaporato Poesia. Paola -

Spero di trovare le tue poesie sull'antologia scolastica di miei figli... le tue poesie meritano  di finire su un'antologia e i miei figli meritano di studiare su poesie come le tue!  Antonella