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Roberto Iannuzzi
1)
All’alba non esistono domande, solo il mondo su cui correre.
Lontano da scogli, terrazze, cortili ecco i voli, i viaggi, le storie.
Frugai dalle fogne alle cattedrali. Mi specchiai dentro occhi : trovai vie storte, muri e le nuove pagine dell’enigma. Bussai alle porte. Respirai l’aria di scatole vuote, libri non scritti e vecchi sogni. Sentii parlare di uomini : seguendo coraggiosi disegni e le più ardite visioni, giunsero infine alcuni alla meta sognata, qui, in nessun luogo. Altri più a sud, là dove il sole batte e acceca la pupilla, brancolavano nel buio, dispersi lungo strade da loro stessi tracciate.
Volgeva al termine il mattino lasciando intatti i segreti.
Cercai altri spiriti, altre voci, antiche rotte, cieli nuovi. Sognai più oltre, alle foci di fiumi immensi come mari.
Minacciose si ammassarono nubi dense di parole. Radunò la città i migliori carpentieri e filosofi, profeti e visionari, perché costruissero il più terribile inferno. Fiorirono deserti intorno, si spensero i fuochi, si stesero reti sulle pianure...
A sera ascolto il mare su spiagge solitarie ; ciò che incessante ripete, tra il vento e le isole.
Parole a picco su scogliere, che nessuno mai ha potuto udire, nessuno mai saputo raggiungere.
2)
Aprimi cielo, strappa la mia ancora ! Che io senta il respiro di chi, come te, è fatto di sole, è folle di vento, che io sia acqua che disseta, che scorre sopra il letto scintillante della terra !
3)
Mentre gli uomini festeggiano e splendono del frutto della lotta vago per i campi a raccoglier cenere, leggo messaggi nella sabbia, ed il vento mi porta parole. Di ciò che gli uomini hanno scartato mi sono nutrito. Ciò che essi hanno abbandonato mi ha dato ristoro. Ed il cielo mi disseta il cuore.
Roberto Iannuzzi, 30 anni, vive a Roma
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