Marcello Lentini

  

 

  

  

  

 

 

 

Linee puramente convenzionali

quelle su cui ogni sera

il pittore posa le mani

linee che

ogni sera

non appena tracciate

i contorni della figura

piegano a sé

che solo ora che nasce

sul foglio acquista

la giusta consistenza

la piena realtà.

 

E non è un parto

senza sforzo

perché in fondo essa

sa di esser già

e di non esser compressa

di non essere accettata fino in fondo

teme questo suo nuovo

venire al mondo.

 

 

 

Forse davvero

il suo venirci a trovare

non era che un

pestare di suole

un dar forme nuove

a un medesimo ordine di cose

un imbeccare uno dei

tanti corridoi della mente e lasciare

i tuoi passi risuonare

come se al piano di sotto

e a quello di sotto ancora

non vi fossero che vuote abitazioni

vuoti vani

in attesa che qualcuno

entrandovi magari

li possa fare

a loro volta risuonare.

 

Ecco qual è

il genere di edifici

in cui si svolgono storie

simili a questa:

edifici grigi

che crescono in altezza

e che da queste altezze

solo attraverso la strada ondulata

riescono più, ormai,

a riconnettersi

ai passi svelti

delle genti.

  

  

Marcello Lentini vive a Lovere (BG)