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Marcello Lentini
Linee puramente convenzionali quelle su cui ogni sera il pittore posa le mani linee che ogni sera non appena tracciate i contorni della figura piegano a sé che solo ora che nasce sul foglio acquista la giusta consistenza la piena realtà.
E non è un parto senza sforzo perché in fondo essa sa di esser già e di non esser compressa di non essere accettata fino in fondo teme questo suo nuovo venire al mondo.
Forse davvero il suo venirci a trovare non era che un pestare di suole un dar forme nuove a un medesimo ordine di cose un imbeccare uno dei tanti corridoi della mente e lasciare i tuoi passi risuonare come se al piano di sotto e a quello di sotto ancora non vi fossero che vuote abitazioni vuoti vani in attesa che qualcuno entrandovi magari li possa fare a loro volta risuonare.
Ecco qual è il genere di edifici in cui si svolgono storie simili a questa: edifici grigi che crescono in altezza e che da queste altezze solo attraverso la strada ondulata riescono più, ormai, a riconnettersi ai passi svelti delle genti.
Marcello Lentini vive a Lovere (BG)
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