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Rosetta Mor
A un passo dal cielo
Dorso ricurvo, passo lento e incerto, occhi pensosi, a ripescare affetti, volto scolpito da fatiche e stenti, mani sofferte, senza più carezze da offrire o da chiedere a qualcuno, lenta cammini oltre ogni stupore di sguardi altrui, d'anime incapaci a leggere ricchezze nei tuoi anni severi e nella mente già stremata.
T'avvicini e mi osservi con pupille assenti, astratte a immaginare tempi ormai trascorsi, sogni in lontananza purificati da afflizioni e angosce. Non mi conosci più, ma il tuo apparire si stampa dentro me, mi fa pensare all'innocenza pura, a guizzi eterni, ancorati al pudore di un sorriso che sa di arcana redenzione umana.
Angelo custode
Forte e possente come un gladiatore che protegga un fanciullo dalla furia inattesa di belve vagabonde o delicato come una carezza da madre a figlio, sciolta quale canto, sei rimasto a guardare dentro il cuore dell'infanzia perduta. E ancora vieni talvolta nelle notti solitarie a rincuorar lo spirito ribelle o a togliere la patina d'oblio che il tempo stende su sapori antichi, mio Angelo Custode, tenerezza arcana, viva e non dimenticata.
Nella valle dell'anima
Infinito è il Tuo incedere, Signore, nella valle dell'anima dove Tu culli ebbrezze e colmi inerti arsure e domini abbandoni e richieste di pace.
Infinito è il Tuo attendere Signore, che qualcuno bussi alla Tua porta, piano, e venga accolto da Te come una voce assoluta nel coro della vita.
E altrettanto infinito il nostro misero opporci al Tuo volere, amare mete che sulla terra trovino consensi, non fidarci di Te, indietreggiare di fronte a rischi, a pene, ad abbandoni.
Lasciaci penetrare, mio Signore, in quel disegno armonico che scopra (oltre le tenebre, la nebbia e il buio delle nostre intenzioni) il Tuo Amore, la comprensione e il vitale abbraccio che ancora si consuma, come ieri, da una croce compiuta.
Rosetta Mor, insegnante in pensione, vive a Verolanuova (BS)
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