Eros Nava

  

 

  

  

 

 

IL GIOCATORE

  

a casa andiamo amici a casa lesti

la notte è fonda e siamo ancora desti

 

bicchieri vuoti fumo e mozziconi

la prima sera armò quanti leoni

 

i fanti i re gli stanchi cavalieri

riversi stanno privi di pensieri

 

la luce cala sopra biglie e stecche

sul prato verde solo foglie secche

 

un bacio e a presto dolce taverniera

in te scopriam la fresca primavera

 

vittoria fu e fortuna non fu mai

ma frutto del talento che tu hai

 

svanisce in fretta il gusto della gloria

l’errore quello rode la memoria

 

torniamo mesti al grigio focolare

da mogli sfatte che non san più dare

 

coi figli tronfi sempre ligi e proni

già pronti ad usurpare i nostri troni

 

nei sogni ci godrem giocate belle

del cinema le fatue nude stelle

 

 

IL CAMINO

    

faville fuoco e fumo

salgono

  

fuliggini e leggende

scendono

  

culture ceppi e braci

restano

  

cammino su cammino

  

dal cielo alla terra

dalla terra al cielo

  

 

WALSER

 

Dall’alto Rodano vennero

frugale schiatta dei monti

famelici e per tributo

ai pingui feudi padani.

 

Plasmò solitario il braccio

di sotto i rosei nevai

le brulle forre e foreste

in campi pascoli e ronchi.

 

In vetta alle chine nacquero

dimore d’ardesia e larice

perimetri di ringhiere

per fieni e sapide carni.

 

Donò la canapa e il sorgo

la veste col duro pane

la rustica mano e l’arte

dipinti effigi e ricamo.

 

Dal fosco passato giungono

sembianze parlate e tracce

di un parco flebile lascito

ai vandali di leggende.

 

Risale veloce il témolo

al regno dello stambecco

tra l’ontano e il rododendro

nel Sesia al Vallese volto.

   

All’impeto più s’oppone

del turbine e dei meandri

all’eco d’ogni lusinga

del molle adultero piano.

  

   

Eros Nava, classe 1949, abita a Calcinato (Bs)