Maurizio Pivatello

  

 

  

  

  

 

 

 

 

 "viaggiare"

  

Seduto nel treno

            nella poltrona

            dietro il vetro

 

lascio che il mondo

mi passi avanti

e

mi scorga.

Frammenti di vita

vedo.

Sorrisi lanciati

            ma non ricevuti.

Attese

            ma non incontri.

Case

            ma non abitanti.

Campi

            ma non contadini.

 

Come un vechcio sordo

percorro la via.

Troppo stolto

            per fermarsi.

Troppo vecchio

            per scendere.

E il treno continua.

 

 

"amore"

 

Due gocce di pioggia scagliate su un vetro

freddo, liscio, duro, immobile, triste

insieme a tante altre.

 

Poi d'improvviso

un colpo di vento

il tempo che passa

la spinta di altre gocce

 

Ed ecco muoversi

un rigolìo esitante e tremante

scendere e schivare

incedere e fermare

e scontrare

un'altra goccia

e unirsi

e sommarsi

e perdersi

e ancora incedere

e tremolante andare.

 

Ma ormai il vetro è finito

e la pioggia gocciola in acqua.

 

 

"autunno"

 

Un treno s'ode lontano

ma il silenzio lo copre.

 

lacrime di colore cadono

con il crepitìo della carta.

 

Odori che non si vedono.

Ossute mani che invocano.

 

La bruna donna dorme

e nel sonno freme e respira.

 

Camminare è come violare.

  

  

Maurizio Pivatello vive a Legnago (VR).