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Paolo Ranghino
Ero una persona strana con il cappotto verdone ripiegato sui gradini nel palazzo dei veleni. Ero un oggetto a sé stante, dai signori ben vestiti vivevo troppo distante vivevo tanto distante.
Recitavo strane poesie dei poeti più impertinenti. Insegnavo a ragionare non sui libri invecchiati, bensì sul proprio pensiero: nessuno sarà più schiavo delle diverse parole, delle non proprie parole.
Nella mia borsa di pelle avevo temi vistati dalla leggera libertà, perché tutte le proprie idee non vanno mai incatenate a ferri di perbenismo dai signori ben vestiti, dai signori ben vestiti.
E con la pioggia di maggio la mia anima prese il volo come parole del tema, come liberi pensieri; ad un metro dalla vita la voce diventa grano e sarà sempre lì a dire: "non sono così lontano", non sono così lontano".
Capitano
Capitano, guardi queste stelle: sopra al mare sembrano più belle. Ed in Italia ho una donna che amo; da troppi mesi non ci sentiamo. L'ho vista che aveva sedici anni: ma noi stiamo perdendo la guerra troppo lontano dalla mia terra.
Capitano, noi cosa c'entriamo con le granate e questi fucili? Abbiamo calli su queste mani perché usavamo solo badili per fecondare la terra ad Aprile, mentre qui si scommette la vita ringraziando il medesimo cielo se non ci dicono che è finita.
Capitano, sa cosa le dico? In fondo in fondo le sono amico; ho vent'anni e sogni nel cassetto, con la speranza di ritornare a rivedere le mie colline. Con la mia gente che non ha voce, che cammina piano anche di giorno per paura lieve di disturbare.
Capitano, guardi quei bagliori: Mi fanno ricordare le fiere con i bambini che si rincorrono, si avvicinano e si disperdono. Glielo giuro, tanta è la nostalgia e se ci penso ho la malinconia: spero di tornare ancora vivo.
La passeggera
Quale strada avrà imboccato per uscire dalla mia veduta, quante persone avrà salutato, per quali bocche si sarà perduta?
Per quali viaggi si sarà imbarcata, per quali dolci sere d'estate mi avrà lasciato questa passeggera, in quali nebbie si sarà nascosta?
Di lei m'innamoravo di lei m'annegavo di lei persa per amore, senza riaverla mai, senza scusarsi mai.
Ho avuto poco tempo per ridere delle paure di lei passeggera; senza di lei il viaggio continuava, mentre la strada veloce attraversava.
La seguo con lo sguardo, la seguo andar via, la seguo con lo sguardo.
Per quali viaggi si sarà imbarcata, lungo quali rotte impervie e quali sentieri avrà imboccato, quale stella la farà dormire?
Paolo Ranghino, classe 1974, abita a Santhià (VC)
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