Erminia Gallo  

                          

    

 

 

La stella

 

Nella mia solitudine passa

talvolta una piccola stella.

Cade improvvisa nel cuore

per la durata di un palpito.

 

Il suo transito rapido suscita

un soprassalto di suono,

come il singhiozzo ingolfato

di un vecchio motore morente.

 

E' una stella filante rimasta

nell'angolo dopo la festa.

La lancia per gioco nel buio

qualcuno che non sa dormire.

 

Subito mi riaggancia

con forza sottile alla vita

di ieri. Mi avvolge e si strappa.

 

Allora di colpo risento

di quella vita il calore,

ne ricompongo il disegno.

 

 

I corpi

 

Lasciano i corpi un incavo nell'aria

come un calco translucido impalpabile

di quintessenza. In certe congiunture

capita che s'inverino le forme

urgenti e vive come in un orgasmo

della materia. Allora ricompare

nell'angolo, di colpo, il tavolino

con le tazzine del caffè, i giornali

e loro uguali a prima, solo un poco

più luminosi. Forse hanno indossato

per gioco quei vestiti specialissimi

da cerimonia che ci metteremo

- si dice - la domenica mattina

del giorno del giudizio.

 

 

 

Tra la gente

 

Tra la gente mi aggiro leggermente

svitata

come una lampadina consumata.

Mi ripiego nel cerchio del risucchio

di un mezzo giro rapido antiorario.

 

La corrente trafigge a intermittenza

i filamenti delle nervature

tremolanti, protese negli agganci

di trapezi acrobatici nel vuoto.

 

E l'assenza imparata, questo tendersi

della mancanza,

è il barlume di un calo di tensione

è il residuo di un fioco sfrigolio.

 


Erminia Gallo, insegnante in pensione da quest'anno, vive a Noto (SR)


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Le poesie di Erminia Gallo, nella loro piccola grande semplicità, danno un senso alla quotidianità "espansa", al bagliore di grandi confini.

Molto belle.   Maurizio Falasca