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La stella
Nella mia solitudine passa talvolta una piccola stella. Cade improvvisa nel cuore per la durata di un palpito.
Il suo transito rapido suscita un soprassalto di suono, come il singhiozzo ingolfato di un vecchio motore morente.
E' una stella filante rimasta nell'angolo dopo la festa. La lancia per gioco nel buio qualcuno che non sa dormire.
Subito mi riaggancia con forza sottile alla vita di ieri. Mi avvolge e si strappa.
Allora di colpo risento di quella vita il calore, ne ricompongo il disegno.
I corpi
Lasciano i corpi un incavo nell'aria come un calco translucido impalpabile di quintessenza. In certe congiunture capita che s'inverino le forme urgenti e vive come in un orgasmo della materia. Allora ricompare nell'angolo, di colpo, il tavolino con le tazzine del caffè, i giornali e loro uguali a prima, solo un poco più luminosi. Forse hanno indossato per gioco quei vestiti specialissimi da cerimonia che ci metteremo - si dice - la domenica mattina del giorno del giudizio.
Tra la gente
Tra la gente mi aggiro leggermente svitata come una lampadina consumata. Mi ripiego nel cerchio del risucchio di un mezzo giro rapido antiorario.
La corrente trafigge a intermittenza i filamenti delle nervature tremolanti, protese negli agganci di trapezi acrobatici nel vuoto.
E l'assenza imparata, questo tendersi della mancanza, è il barlume di un calo di tensione è il residuo di un fioco sfrigolio.
Erminia Gallo, insegnante in pensione da quest'anno, vive a Noto (SR)
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Le poesie di Erminia Gallo, nella loro piccola grande semplicità, danno un senso alla quotidianità "espansa", al bagliore di grandi confini. Molto belle. Maurizio Falasca
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