Laura Vicenzi     

                          

    

 

 

 

 

 LUCE

 

Si spengono le luci nella casa

che resta sola la notte magica.

Esce una figura angelica,

lieve, le piume chiuse nel goretex.

Vaga sull’asfalto nero ghiacciato

come vela in un mare nemico.

Sola, cerca la via tra i fari.

Sente solo freddo in quelle luci.

Ferma gli occhi sui quadri luminosi

delle vetrine vestite di rosso,

e spia da lontano l’intimità

che filtra dalle finestre accese.

Sfiora come un alito di vento

la gente che si agita nella piazza.

Vede tirare troppo i sorrisi,

sente parole di augurio vuote.

Le luci fredde dell’abete rosso

non scaldano i cuori fibrillanti.

E allora, lenta, si allontana.

L’aria soffia un nevischio leggero

che stende in un tappeto candido.

I suoi passi lasciano una scia, 

la foto marina in negativo.

Sa cosa cerca fuori dalla città,

non teme l’oscurità del sentiero.

 L’aria trasporta un canto bambino,

la piccola chiesa accoglie un re.

Il rosone alto è il suo faro,

luce calda di cera e di fiamma.

Un sole arde nella notte sacra.

 

 

 

ANGELA 2/9/1904

 

Nell’alveare brulicante di anziani smarriti

hai cercato una cella odorosa di cera.

Le persiane sempre abbassate

lasciano filtrare una luce gentile

che gioca con le ombre

e dà un colore di pane dorato

alla tua nuova casa.

Hai abbassato il volume

ai rumori del mondo

per ascoltare,ad occhi chiusi,

le dolci vibrazioni dei ricordi:

celi tesori nei tuoi silenzi, Angelina.

Nel nido solitario attendi,

con il sorriso di un uccellino,

la beccata che scandisce i momenti del giorno,

e poi aspetti,

aspetti anche me.

Sedute vicine sul letto candido,

due donne di tempi diversi

fanno filò:

il neon diventa brace infuocata

e l’odore d’urina si perde nel tepore del fieno.

Gli spartiti del tempo impallidiscono

al suono d’argento delle nostre risate.

Con l’ago e il filo della fantasia

rammendiamo racconti di neve,

di guerra, d’amore,

per poi appenderli alle pareti nude,

quadri invisibili da guardare rapite.

Nella frenesia dei miei giorni

mi accade, a volte,

di sentirti bisbigliare la nenia del rosario

e le mie dita accompagnano per un attimo le tue

in quella carezza sacra.

 

 

 

ACQUANERA

 

L’acqua nera era arrivata improvvisa,

inattesa ospite in case profumate di bollito,

invasore femmina di formicai operosi,

profanatrice livida di talami e culle.

 

L’acqua cattiva aveva spinto e tirato,

mischiato in gorghi scuri i volti cari e le cose,

tolto il respiro con la benda sugli occhi,

costruito nel nulla bare di melma senza lapide.

 

L’acqua veloce era rientrata nel suo letto silenziosa,

rituffando nell’oblio del sonno l’incubo della notte.

Tornata quieta, color di cielo,

ha sorriso più a valle ai sassi, per il solletico scherzoso.

 

L’acqua fredda mi ha abbracciato accogliente,

quando il cuore gonfio di lacrime

voleva affondare un dolore impossibile

nel liquido cattivo, che sa uccidere.

 

L’acqua increspata ha sussultato incredula

quando il brivido caldo del mio angelo

l’ha violata d’improvviso,

per afferrarmi la vita sottile.

 

L’acqua schiumosa è uscita sommessa dai polmoni,

sputata dai miei respiri nuovi.

Lenta, ha disegnato sul greto una pozza

e specchiato l’incontro magico dei nostri occhi.

 

L’acqua tiepida ha sciolto il bianco, nevicato dentro di me,

prima che diventasse ghiaccio eterno.

La linfa liquida riscaldata

ha tinto di vita il grigio odio tra i crepacci.

 

L’acqua densa del mio ventre

ha accompagnato alla luce il nostro bambino.

Sgorgata dal buio ferito di quel giorno lontano

 è nata una nuova sorgente d’amore.

 

 


Laura Vicenzi, insegnante della scuola primaria, vive a Bassano del Grappa (VI)


Commenti pervenuti  


Sono molto belle queste intense poesie, in cui si snodano storie come in
piccoli racconti armoniosi, ricchi di immagini, di tenerezza e di speranza.
Claudia Radici

 

Mi ha commosso la dolcezza della poesia << Angela >>. Raramente, oggi, gli anziani sono visti con amore,come traspare dalle quiete parole del testo, se va bene sono sopportati, spesso relegati a dovere fastidioso... qui sentiamo l'affetto e il rispetto, ed è bellissimo!

I versi hanno un ritmo lento, che si adatta bene al contesto, anche le parole, volutamente semplici, in realtà ben scelte, rendono con immediatezza l'immagine: un quadro fiammingo in poesia. Complimenti!

 

Sono molto belle le poesie di Laura, in tutte c'è la ricerca di amore, di continuità, sia con la tradizione che con il futuro.
L'apparente visione pessimistica della realtà porta sempre a trovare in qualcuno o in qualcosa l'aspetto positivo che salva il significato dell'esistenza e riporta la speranza.  Anna Francesca Basso